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Turismo: la Calabria tra le mete preferite dell’estate 2024. Scelta da tedeschi, svizzeri e britannici

Parla Raffaele Rio (istituto Demoskopika): «Da uno studio del nostro Istituto per il 2024 la Calabria si posizionava nel raggruppamento delle destinazioni regionali con un livello di appeal alto»

Di Pasquale Scordamaglia
5 Ottobre 2024
In ECONOMIA
Turismo: la Calabria tra le mete preferite dell’estate 2024. Scelta da tedeschi, svizzeri e britannici

La Madonna dell'Isola di Tropea

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La stagione estiva, ormai conclusa, può far nascere tante riflessioni e valutazioni su quello che è stato l’andamento dei flussi turistici in Calabria, ma anche su ogni aspetto che ha registrato delle evoluzioni in tale ambito. In tal senso, un prezioso e accurato focus su questo specifico argomento, è arrivato da parte di Raffaele Rio, presidente e direttore generale dell’Istituto Demoskopika, il quale ci ha concesso un’intervista non solo di approfondimento, ma anche arricchita da alcune valide proposte. Nella sua intensa vita professionale, Raffaele Rio, ha acquisito una riconosciuta esperienza nel campo della pianificazione strategica, delle ricerche economiche e dell’analisi dell’opinione pubblica. Attualmente, come già scritto in precedenza, ricopre la carica di presidente e direttore generale del gruppo italiano Demoskopika le cui analisi sono state riprese dai più prestigiosi network internazionali quali The Washington Post, The Wall Street Journal, la Nbc, Die Welt, The Guardian, The Economist, Le Figaro e altri. 

Dal 2020 è professore a contratto all’Università degli Studi del Sannio dove insegna Strategie di supporto decisionale per le pubbliche amministrazioni. Ha ricoperto, inoltre, incarichi di vertice nella pubblica amministrazione, oltre ad essere stato Coordinatore nazionale e Membro del Consiglio Direttivo dell’Istituto Eurispes e sondaggista di Rai2. È autore di numerose pubblicazioni e saggi tra cui L’impero della ‘Ndrangheta (Giulio Perrone Editore 2013) e Ritorno al Turismo (Rubbettino 2019). Per Tangram Edizioni Scientifiche ha pubblicato Turismo in quarantena (2020), La reputazione turistica delle destinazioni regionali (2020) e OxyPolitik. Come liberarci dalla dipendenza social-qualunquista (2023).

Valutando la stagione estiva 2024, dal suo punto di vista in Calabria ci sono state delle particolari evoluzioni per quanto riguarda i flussi turistici?

«Da uno studio del nostro Istituto, per il 2024, la Calabria, si posizionava nel raggruppamento delle destinazioni regionali con un livello di appeal alto, secondo le intenzioni degli italiani, nel rating di Demoskopika, insieme a Trentino-Alto Adige, Veneto, Emilia- Romagna, Toscana, Puglia e Sicilia. Il sentiment è stato ottenuto, chiedendo agli intervistati, che hanno dichiarato di trascorrere le vacanze nel Bel Paese, di indicare la regione di preferenza nel 2024. La Calabria è risultata tra le mete preferite per l’estate 2024. Sul versante dell’incoming, sono i tedeschi a dichiarare maggiore interesse per le località turistiche calabresi, immediatamente seguiti da svizzeri e britannici»

I dati attuali testimoniano una crescita del turismo esperienziale in Calabria?

«Certamente cresce la voglia di vacanza consapevole, di un turismo lento, da parte del mercato nazionale e internazionale. La scelta della destinazione, del diario di bordo del periodo vacanziero è sempre più “condizionata” da un flusso continuo di informazioni, positive o negative, condivise principalmente sul web. Il vissuto esperienziale del turista incide fortemente sia sul livello di fidelizzazione che sulla reputazione della destinazione turistica. In questa direzione, ogni tentativo di promozione dell’offerta turistica impostata sulla “passività” del consumatore, rischia di fallire in partenza».

Quali sarebbero le strategie da incentivare maggiormente in questo settore e quali sono le criticità che devono essere necessariamente risolte?

«Il turismo è un settore in costante movimento, che deve restare in ascolto, seguendo la mutazione delle esigenze e delle richieste del turista, (per natura “infedele”). Non esiste, dunque, la bacchetta magica o una ricetta miracolosa.  Sarebbe, a mio parere, proficuo, ottenere la stessa incidenza di turisti stranieri attualmente detenuta dal Mezzogiorno, per la Calabria si potrebbe verificare un incremento significativo, con un beneficio notevole per il sistema economico regionale, in termini di nuova spesa turistica generata sul territorio. In questa direzione, seppur in chiave non esaustiva e onnicomprensiva, vince chi è più capace di suscitare interesse per le destinazioni, dimostrando un utilizzo sapiente e integrato delle strategie di promo-commercializzazione dei territori, in direzione di una maggiore valorizzazione delle motivazioni, delle aspettative e delle esperienze di chi viaggia». 

Quale altra strategia potrebbe servire ancora?

«Credo che possa essere utile, inoltre, puntare, coccolare e conquistare, determinati mercati esteri, oltre a fidelizzare quelli che già hanno avuto modo di conoscere la Calabria, renderli “ambasciatori”, con amici e conoscenti, dei pregi e dei valori delle nostre località. In questa direzione, non va trascurato, infatti, che la Calabria, con un valore pari a 4,8 notti, registra la permanenza media più alta d’Italia a fronte di un valore medio nazionale pari a 3,5 pernottamenti. Altro punto fondamentale è la sostenibilità. Non si può parlare di turismo oggi, senza affrontare questo tema, inteso nel senso più ampio di compatibilità ambientale, economica e sociale con riferimento all’identità culturale delle popolazioni residenti e alla tutela del turista-consumatore. Un mix di azioni, dunque, di interventi da mettere in campo in maniera integrata e, soprattutto, con la consapevolezza che lo sviluppo turistico è fortemente condizionato dalla qualità della programmazione delle risorse finanziarie disponibili. Una programmazione che sia in grado di stabilire una visione logica e coerente con un elenco di azioni fattibili».

Secondo la sua personale visione di turismo, quali attrattive possono favorire la ripresa di un turismo che non sia solo balneare?  

«Il fascino dell’offerta paesaggistica diversificata della Calabria, è indiscutibile. Contraddistinta, in alcuni siti, dalla sua natura wild, selvaggia, nonché sui buoni livelli qualitativi dell’offerta ricettiva e sull’innata predisposizione dei calabresi all’ospitalità. Credo sia opportuno soffermarsi sui metamotori turistici, che si sono imposti, da qualche anno ormai, come player molto importanti nell’industria turistica online, rappresentando l’offerta in termini di ospitalità, proponendo un confronto, in tempo reale, tra le strutture ricettive. Bisognerebbe, a mio parere, suscitare curiosità e giocare molto sulla promozione, oltre che rendere accessibili determinati territori calabresi che, per quanto affascinanti, risultano, purtroppo, ancora difficili da raggiungere. Indispensabile, inoltre, puntare sulla cultura dell’accoglienza per interagire con i turisti in modo da essere attori della località, non spettatori. Al contempo, è necessario che ci sia la possibilità di disporre, costantemente, di dati previsionali, da utilizzare “in tempi utili” dagli operatori. L’appeal del made in Calabria, va tutelata, inoltre, a partire dal mercato autoctono che rappresenta, bene non dimenticarlo, una quota fondamentale del successo turistico». 

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