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Home SANITÀ

Urologia da Tropea a Vibo. Il Comitato “Costa degli Dei” vuole una mobilitazione collettiva

In arrivo un’assemblea pubblica con i cittadini e  tutte le categorie sociali. L'allarme: «Se si chiuderà l’ospedale il danno sarebbe enorme»

Di Pasquale Scordamaglia
15 Gennaio 2026
In SANITÀ
Urologia da Tropea a Vibo

L'ospedale di Tropea

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Proprio pochi giorni fa, la commissione straordinaria dell’Asp di Vibo, ha annunciato un vero e proprio piano di riorganizzazione dei reparti dello “Jazzolino”.

Una comunicazione che è stata ufficializzata dopo un sopralluogo nel nosocomio cittadino, nonché indotta dal grande numero di accessi al Pronto Soccorso e dalla crescente diffusione dell’influenza stagionale.

Urologia da Tropea a Vibo

Tra le misure incluse, nel dettaglio, è previsto che l’Urologia di Tropea passi direttamente allo “Jazzolino” di Vibo, garantendo 8 posti letto di degenza ordinaria e due posti di Day Surgery.

Un provvedimento che, anche a detta di numerosi cittadini della zona, va totalmente a danno del presidio di Tropea e dei pazienti, creando nell’immediato un’interruzione di pubblico servizio.

A dare voce al pensiero critico di questi cittadini, presenti a Tropea e dintorni, si sta mobilitando anche il Comitato civico “Costa degli Dei”, attivo da oltre venti anni nella tutela del diritto alla salute.

A breve un’assemblea di mobilitazione collettiva

«Puntiamo a fare subito a Tropea un’assemblea aperta a tutte le categorie sociali e a tutte le associazioni. Serve una mobilitazione», anticipano i rappresentanti del Comitato “Costa degli Dei”.

E poi aggiungono: «Stiamo definendo anche data e luogo di una grande manifestazione, ma vi assicuriamo che ne faremo parlare in tutta Italia. Se si chiuderà l’ospedale di Tropea, significa che anche l’economia della costa ne subirà il calo. Le grandi società di voli e i tour operator, dovranno garantire ospedali e servizi, altrimenti non possono portare i vacanzieri. Tutto ciò, tra l’altro, comporta che i turisti saranno inevitabilmente dirottati in altre regioni o addirittura in altre nazioni. Il danno sarebbe enorme!».

Un trasferimento che blocca molteplici servizi

Il Comitato civico “Costa degli Dei” contesta il trasferimento, ma elencando una serie di dati che sono contestualmente relativi all’attività dell’Urologia di Tropea.

Infatti, affermano: «Con il trasferimento dell’Urologia a Vibo si rischia nell’immediato un’interruzione di pubblico servizio, in quanto il reparto non garantisce soltanto la degenza con eventuali interventi chirurgici. Questi si possono garantire quando c’è un’equipe urologica al completo, con i primari e gli aiuti».

Ovviamente, «da quello che abbiamo appresso, – sottolinea il Comitato – il reparto di Urologia ha una serie di servizi che vanno dall’ambulatorio generale alle prestazioni diagnostiche ed interventistiche specialistiche. L’ambulatorio generale, che dovrebbe essere attivo due volte a settimana, dispone anche di locali dedicati e strumentario dedicato».

«Necessaria la presenza di un urologo a Tropea»

E ancora: «A questi strumenti, – segnalano i componenti del Comitato “Costa degli Dei” – si affianca anche una diagnostica strumentale. Una volta a settimana con le cistoscopie, anche con quelle ordinarie che vengono programmate durante l’attività ambulatoriale e nel corso delle consulenze di pronto soccorso, ma anche il follow – up per i pazienti che sono stati operati di tumore vescicale, sia presso la struttura di Tropea nei mesi precedenti e sia negli altri presidi. Sarebbe un disagio interrompere anche questo Follow – Up diagnostico per questi pazienti, i quali sono dovuti già migrare in altre provincie o anche fuori dalla Calabria»

Un’altra cosa fondamentale, – spiegano sempre dal Comitato –  «è che c’è bisogno di un locale per le biopsie, denominate anche fusion. È necessaria una stanza con un ecografo dedicato, perché ci vuole uno strumentario specifico e, ovviamente, con il supporto dell’infermiere che aiuta l’operatore a fare queste biopsie».

Importante, inoltre, «è la chemioterapia endovescicale, prevista ogni settimana e riservata ad alcune categorie di pazienti, quelli operati per tumore vescicale. Per fare questa terapia endovescicale – spiegano – è alquanto necessaria la presenza di un medico urologo e dell’infermiere che, insieme al medico, va a somministrare il farmaco. Soprattutto, c’è anche bisogno del trattamento chemioterapico e immunoterapico».

Penalizzati anche i pazienti con disturbi alle vie urinarie

«Quindi, – aggiungono gli attivisti – per iniettare questi farmaci in vescica, è necessario che ci sia un preparatore dedicato e la presenza di uno strumentario di farmaci che attualmente è a Tropea».

L’altro esame che si garantisce sempre una volta a settimana, «è la uroflussometria. Questo esame diagnostico riguarda quei pazienti che hanno dei disturbi delle basse vie urinarie alla minzione».

Inoltre, tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, «l’Urologia svolge non solo le consulenze di pronto soccorso, ma anche le visite di chi è sottoposto ad un’ecografia, includendo l’ambulatorio generale, la diagnostica urologica, le cistoscopie ordinarie, il follow – up, biopsie prostatiche fusion, gli esami uroflussometrici e la chemioterapia endovescicale».

I referenti del comitato civico, in più, dichiarano chiaramente che un trasferimento a Vibo è insostenibile, non è praticabile. «Per la cistoscopia – spiegano – non ci vuole solo un lettino in una stanza, ma un lettino dedicato con lo strumentario cistoscopico, con gli strumenti che sterilizzano i cistoscopi, soprattutto serve un impianto per l’acqua reflua».

Quindi, «non si possono scaricare nel lavandino. Ci dev’essere un impianto che sia a norma. Ovviamente, nell’immediato, riteniamo che l’ospedale di Vibo non dispone di queste attrezzature e di questi specifici locali».

Il bando caduto nel vuoto e relativo all’Urologia di Tropea

«Come mai, un anno fa, – si chiede il Comitato – l’ospedale di Vibo bisognava chiuderlo per metterlo in sicurezza ed oggi vengono ampliati i reparti? Esiste una forte cattiveria nei confronti del reparto Urologia di Tropea, il fiore all’occhiello della provincia. Perché si vuole spostare a Vibo? A Tropea funziona benissimo se gli viene garantito un anestesista e un primario».

A proposito di primario, con la determina numero 388 del 19 febbraio 2025, «l’Asp – si fa notare – aveva pubblicato un bando per il conferimento di incarico quinquennale. Il bando, in quel caso, è stato pubblicato per l’ospedale di Tropea e non per Vibo. A questo punto, ci chiediamo perché spostano tutto a Vibo?».

«Abbiamo appreso – sottolinea sempre il Comitato – che qualche alto funzionario ha dichiarato che a Tropea si vorrebbero rafforzare i reparti di Ortopedia e di Chirurgia. Ma come si possono dire queste ennesime bugie e assurdità? Questi reparti esistono sulla carta, ma in pratica non soltanto non ci sono i reparti, ma addirittura gli ambulatori».

Nel frattempo, «continuiamo a non capire perché si deve privare Tropea di quei reparti che sono previsti per legge, in primis Urologia».

Appare chiaro – dichiarano in chiusura di intervento gli interessati – che «c’è una volontà ben precisa e che va a discapito dell’ospedale di Tropea. Continuiamo a dire che questa situazione interessa non solo i cittadini di Tropea, ma anche tutti i cittadini del litorale e dell’entroterra».

Tags: Comitato Costa degli DeiOspedale TropeaUrologia
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