L’Istituto “Gagliardi-De Filippis-Prestia” di Vibo Valentia, guidato dalla dirigente Eleonora Rombolà, ha conquistato un risultato di rilievo nazionale, ottenendo un’attestazione di merito e classificandosi tra le scuole finaliste nel concorso per la creazione del nuovo logo ufficiale del garante nazionale per le persone con disabilità, rappresentando la Calabria nella competizione.
La cerimonia nella sala Aldo Moro del Ministero
La premiazione si è svolta nei giorni scorsi nella prestigiosa Sala Aldo Moro del Ministero dell’Istruzione e del Merito, a Roma, alla vigilia della Giornata internazionale delle Persone con Disabilità, istituita dall’Onu nel 1981. La cerimonia, introdotta da momenti musicali dal forte impatto emotivo e condotta da Massimo Caputi, ha visto la partecipazione del ministro Giuseppe Valditara, del presidente dell’Autorità Maurizio Borgo, del Collegio, e del presidente della Commissione Gianni Letta. Tutti hanno sottolineato il valore educativo, civico e culturale dell’iniziativa, promossa in occasione della recente istituzione dell’organo del garante, operativo dal 1° gennaio 2025.
La proposta creativa del Polo di Vibo Valentia
Il progetto presentato dal polo professionale vibonese porta il titolo “Dai diritti all’eccellenza: l’inclusione che sfiora il cielo” ed è stato ideato da tre studentesse della Classe I D – Indirizzo Moda, guidate dal referente del progetto, il professor De Luca Fortuna. Il cuore del logo è il movimento, rappresentato da frecce ascendenti che non simboleggiano una barriera, ma una spinta dinamica e proattiva. Come spiega il docente, il contrasto tra il blu profondo, colore istituzionale, e il verde brillante, simbolo di crescita e speranza, rafforza il concetto di progresso e inclusione in cammino.
Il messaggio delle studentesse
Le studentesse hanno riassunto il senso del loro lavoro nella frase che accompagna il logo: “Dignità, diritti e dinamismo: il nostro cammino verso la piena accessibilità ed autonomia. Inclusione in movimento per un futuro senza barriere, garantito a tutti, come affermazione della persona nel pieno esercizio della cittadinanza”.
















