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Vibo. Lo splendore dei nuovi spazi del “Torrefranca”: ospitati concerti, masterclass e seminari

Rinnovata e riqualificata la sede staccata ubicata nell’ex Convento dei Gesuiti. Nel 2021 ottenuta la concessione gratuita per la durata di venti anni dell’antico complesso

Di Teresa Pugliese
16 Maggio 2025
In TERRITORIO
Vibo. Lo splendore dei nuovi spazi del “Torrefranca”: ospitati concerti, masterclass e seminari

Il suggestivo patio dell'ex Convento dei Gesuiti, sede staccata del "Torrefranca"

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Il direttore Vittorino Naso

La rivalutazione degli edifici storici rappresenta una sfida e, allo stesso tempo, un’opportunità per le città italiane. In un Paese come il nostro, dove ogni angolo custodisce memorie di epoche passate, dare nuova vita al patrimonio architettonico significa non solo conservare la bellezza, ma anche stimolare la crescita culturale, turistica ed economica.

Il centro storico di Vibo Valentia ne è un esempio emblematico. Camminando tra le sue vie, si respira un’atmosfera sospesa nel tempo: il Castello Normanno-Svevo, i palazzi nobiliari, le chiese antiche, sono testimonianze tangibili di una storia ricca e stratificata. Tuttavia, molti di questi edifici rischiano l’abbandono o la decadenza se non vengono adeguatamente restaurati e valorizzati.

La rivalutazione non consiste solo nel restauro fisico, ma anche nella restituzione di una funzione sociale e culturale a questi luoghi. Trasformare un antico palazzo in uno spazio museale, una biblioteca, o un centro per eventi culturali significa renderlo vivo e integrato nel presente, senza cancellarne l’identità.

L’ex Convento dei Gesuiti diventato sede staccata del Conservatorio

Ed è questo che è successo per l’ex Convento dei Gesuiti, da qualche anno diventato sede staccata del Conservatorio di Musica “Fausto Torrefranca”. Noto anche come ex scuola “Luigi Bruzzano” l’edificio è situato nei pressi della sede centrale di via Corsea. Grazie alla disponibilità ed alla collaborazione nata tra l’ex amministrazione Limardo e il direttore Vittorino Naso, il Conservatorio ha ottenuto nel 2021 la concessione gratuita per la durata di venti anni dell’antico complesso.

Le parole del direttore Naso

Una scelta di certo non casuale e unica, come sottolinea lo stesso Naso: «Molte sono le città italiane come Modena, Cosenza, Lecce, Milano, che vedono i loro Conservatori ubicati all’interno di complessi importanti e di una certa rilevanza storica e culturale. Questo ha fatto sì che potesse essere innescato un iter che ha portato alla ricerca ed al recepimento di fondi utilizzati, poi, per il rinnovo e la riqualificazione dell’edificio stesso, grazie a bandi per l’edilizia promossi, con cadenza annuale, dal Mur utilizzati quindi per il rifacimento della nuova sede».

Preservare e valorizzare le due parole d’ordine

Un’iniziativa, dunque, che mira a preservare e valorizzare questo importante edificio storico di Vibo Valentia, integrandolo nel tessuto educativo e culturale della città, una sorta di ponte tra la tradizione storica e le esigenze contemporanee dell’educazione musicale. Un intervento che ha richiesto quindi un ingente investimento, ed una stretta collaborazione tra istituzioni e cittadini, in particolar modo della Sovraintendenza alle Belle Arti che ha sapientemente vigilato sugli interventi di rifacimento.

Il lavoro si è svolto per la riqualifica non solo della parte architettonica, con il ripristino della zona cortile e l’inserimento di una nuova fontana o ad esempio con l’acquisto di nuove porte, ma anche in un’ottica più larga e complessa, poiché tutto questo ha fatto sì che potessero essere ampliate anche le attività che il Conservatorio stesso ha sempre proposto. Una visione che ha tenuto al patrimonio non come a un peso da sostenere, bensì come a una risorsa preziosa da far fruttare.

Nuovi spazi e nuovi orizzonti

Questo significativo percorso di valorizzazione del proprio patrimonio architettonico ha fatto sì che questo edificio, di storia e fascino, potesse ospitare concerti, masterclass e seminari, offrendo agli studenti un ambiente suggestivo e culturalmente stimolante. «Questa nuova sede mi rende particolarmente orgoglioso, sia per i luoghi incantevoli nei quali i nostri allievi oggi possono svolgere il loro percorso di formazione, sia quando siamo noi stessi ad ospitare maestri e musicisti provenienti da tutta Italia ed anche dall’estero; è motivo di fierezza poter offrire loro dei luoghi particolarmente ricchi di fascino dove poter operare e suonare attorniati da così tanta bellezza», dichiara ancora il direttore.

Il “Torrefranca” protagonista

Il Conservatorio è stato, ad esempio, poco tempo fa protagonista di una tre giorni sull’opera lirica italiana dell’Ottocento che ha visto partecipanti provenienti da tutta la Calabria e non solo, e che è stata svolta proprio nella nuova Aula Magna che sarà anche quest’estate sede del Torrefranca Jazz Festival, evento internazionale arrivato alla sua terza edizione che ospiterà artisti e ospiti provenienti da tutto il mondo. Il Conservatorio vibonese, sia dal punto di vista didattico che di produzione ha sempre lavorato ad alti livelli, molti sono gli allievi ed ex allievi arrivati nell’olimpo della musica come il Teatro alla Scala o l’Orchestra di Sanremo.

Istituzione universitaria a tutti gli effetti

«La nostra è un’istituzione universitaria a tutti gli effetti- ci tiene a sottolineare il direttore Naso – che non attiene al Mim e cioè al Ministero dell’Istruzione e del Merito, bensì al Mur e cioè al Ministero dell’Università e della Ricerca. Spesso si confonde e si sottovaluta l’importanza del Conservatorio che non è paragonabile ad una scuola secondaria ma che è a tutti gli effetti un percorso universitario che rilascia Diplomi di Laurea di Primo e Secondo Livello», e non solo, sì perché il Conservatorio di Vibo Valentia ha avviato da qualche tempo anche i percorsi di Dottorato di ricerca artistica, al via in molti altri istituti italiani, che mirano a formare figure di spicco nel campo della composizione, interpretazione musicale, didattica e di innovazione artistica; percorsi equiparati a tutti gli effetti ai dottorati universitari.

Lavori ancora da portare a termine

I lavori all’interno dell’ex complesso gesuita non sono ancora terminati, infatti è stata appena affidata l’ultima trance destinata a dei perfezionamenti e che vedrà anche l’istituzione di una biblioteca. Questo grazie soprattutto ad un lascito molto importante, fatto qualche tempo fa dalla famiglia del famoso critico musicale Paolo Isotta, donazione di grande livello e di enorme spessore artistico che vede la maggior parte delle partiture musicale segnate proprio dal maestro.

Una nuova sede, quindi, che risulta quasi come la naturale conclusione di un percorso e di una storia fatta di una lunga tradizione, un luogo che può offrire molto alla sua città, un palcoscenico di alto livello degno dei suoi protagonisti. È fondamentale educare, quindi, le nuove generazioni alla conoscenza e al rispetto del proprio passato, perché solo chi conosce le proprie radici può costruire un futuro solido.

Rivalutare gli edifici storici significa creare un ponte tra passato e futuro, tra memoria e innovazione. È un atto di cura verso la nostra identità collettiva e un’opportunità concreta per rigenerare i nostri territori. Il Conservatorio non è solo una “scuola”, ma un polo dinamico che crea ricchezza, cultura, sviluppo sostenibile ed un’opportunità soprattutto per città come Vibo.

Tags: Conservatorio TorrefrancaEx Convento GesuitiVittorino Naso
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