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«Su Vibo basta fare post di propaganda»: Corrado (FI) replica al capo di gabinetto di Romeo

La consigliera di Forza Italia alla maggioranza: «La giunta Romeo e il suo gabinetto inizino a lavorare sui problemi reali delle persone e sulla grave stasi degli uffici comunali»

Di Redazione
31 Luglio 2026
In POLITICA
Carmen Corrado

Carmen Corrado (FI)

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Ferma e articolata replica della consigliera comunale di Forza Italia Carmen Corrado al capo di gabinetto del sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo. In una nota, l’interessata non manca di evidenziare innanzitutto che «la Vibo reale non è un post di propaganda». E di seguito spiega, punto per punto, perché.

«Leggendo le ultime esternazioni del capo di gabinetto del sindaco Enzo Romeo, – sostiene l’azzurra – la prima domanda che sorge spontanea è semplice: ma di quale città sta parlando? Nel suo intervento definisce i cittadini vittime di un “delirio di autodistruzione”, li accusa di essere polemici, livorosi e incapaci di “volersi bene”. Arriva persino a vestire i panni dello “straniero in patria” che deve spiegare ai vibonesi come si ama la propria terra, ma a realtà è un’altra: confondere la critica legittima con il livore è il tipico rifugio di chi non sa come giustificare la propria inefficienza. I cittadini – prosegue – non protestano per il gusto di distruggere, ma perché vivono la realtà tutti i giorni, non i comunicati stampa della segreteria del sindaco. E se si analizza punto per punto la narrazione trionfalistica, diffusa dal Palazzo, il castello di carte crolla inesorabilmente».

Un mandato che pesa sulle casse pubbliche

Bocciando nettamente il ruolo del capo gabinetto, la consigliera afferma: «Il sindaco Romeo ha voluto fortemente al proprio fianco questa figura, impegnando delle risorse pubbliche per il suo stipendio: soldi della collettività che si sarebbero potuti impiegare per dei servizi essenziali e per  interventi concreti sul territorio. Oggi, dopo due anni di mandato, è arrivato il momento di chiedere un resoconto formale e trasparente: cosa ha prodotto concretamente l’ufficio di gabinetto in tutto questo tempo, oltre a scrivere post celebrativi su Facebook?».

«Forse il sindaco – prosegue – non ne è nemmeno a conoscenza, ma è bene ricordargli un episodio emblematico della gestione di questo ufficio: una segretaria originariamente staccata e destinata al supporto delle commissioni consiliari, organo fondamentale e anche di democratico funzionamento dell’ente, è stata abilmente “assorbita” dallo stesso capo di gabinetto. Una centralizzazione di personale e di risorse a vantaggio della propaganda, a discapito del lavoro effettivo per il Comune e per i consiglieri».

Fuga di personale e uffici paralizzati

La Corrado, aggiunge: «Mentre il capo di gabinetto si felicita per la gestione del personale, la realtà a Palazzo Luigi Razza è drammatica e merita una riflessione profonda. Caro sindaco Romeo, si è mai interrogato su cosa stia davvero succedendo nei suoi uffici?» – chiede la consigliera al primo cittadino.

«L’amministrazione Limardo, – fa notare sempre la Corrado – pur tra mille difficoltà, era riuscita ad assumere circa cinquanta figure, a supporto di tutti i settori del Comune, pur lasciando gli stessi dirigenti. Oggi, dopo due anni di amministrazione Romeo, a fronte di appena dieci figure assunte, assistiamo ad un blocco totale: gli sforzi fatti in passato hanno subito una brusca battuta d’arresto ed è in atto una vera e propria fuga del personale. Dal punto di vista istituzionale ed esecutivo tutto funziona male. Gli uffici stanno vivendo una fase di profonda stasi e molti di essi stanno rimanendo drammaticamente scoperti: settori vitali come l’ufficio turismo, il servizio notifiche e il comparto della depurazione, sono lasciati al proprio destino o privi delle risorse umane necessarie per garantire servizi essenziali. Quando la macchina amministrativa perde i propri pezzi e i dipendenti scappano, – dichiara la consigliera – la responsabilità non è della burocrazia: è della guida politica».

La favola dei “tempi recod” e il vincolo Pnrr

In questo quadro di stasi generale, secondo Carmen Corrado, «dal Palazzo si declamano con enfasi ritmi eccellenti e cantieri chiusi a tempo record. È bene, però, spiegare come stanno davvero le cose: quando si parla di opere pubbliche e fondi Pnrr, i tempi non sono una concessione della giunta Romeo, ma un obbligo vincolante di legge. I dirigenti e i Rup (Responsabili unici del procedimento) sono sottoposti a cronoprogrammi europei e nazionali rigidissimi. Se non rispettano quei tempi tecnici, – prosegue la Corrado – il Comune rischia delle sanzioni penali e persino la perdita dei finanziamenti, con conseguente danno erariale. Rispettare le scadenze rimane il minimo sindacabile per un burocrate, non un miracolo di efficienza politica da appuntarsi al petto come una medaglia».

La realtà quotidiana: manutenzioni e servizi

«Mentre la giunta celebra l’ordinario come fosse straordinario, – si legge sempre nella nota – chi vive a Vibo centro e nelle frazioni, affronta ogni giorno la solita Via Crucis: strade ridotte a colabrodo, buche pericolose, illuminazione pubblica a macchia di leopardo e perdite idriche continue che disperdono preziosa acqua potabile. Chiamare successi quella che dovrebbe essere normale gestione del territorio, spesso peraltro tardiva o assente,  non è narrazione: è pura finzione. strade sicure, acqua nei rubinetti e decoro urbano, non è un favore che la giunta fa ai cittadini, è un dovere elementare. E finora, questo dovere è stato ampiamente disatteso».

La consiglierà porta come esempio anche il Parco della Biodiversità, opera della precedente amministrazione, e rileva: «oggi chiuso perché non si sono prontamente attivati a sistemare le opere necessarie, così come tutti gli altri parchi. Abbandonati!».

Fumo negli occhi e protocolli fantasma con le Università

«Lo stesso schema – sottolinea ancora la rappresentante di “Forza Italia” – si ripete sui grandi temi irrisolti della città: dai depositi costieri alla sanità, dai trasporti fino ad arrivare alle opere ancora incompiute. Un esempio lampante è il sbandierato “Polo di Alta Formazione” con le università. Da oltre due mesi, insieme alla consigliera Petracca, chiediamo ufficialmente e con carte alla mano alla Presidente della Commissione Cultura, di capire cosa contengano davvero questi protocolli d’intesa, stipulati con atenei e dipartimenti. Ad oggi non ci è stato dato assolutamente nulla».

Pertanto, senza se e senza ma, la Corrado dichiara: «Come si fa a parlare di svolta storica e di programmazione incisiva, quando si nascondono le carte persino ai consiglieri comunali? Se si tratta di vera sostanza e non dell’ennesimo spot ad uso e consumo dei social, perché non mostrare i documenti?».

Volere bene a Vibo significa pretendere la verità

«Il capo di gabinetto – precisa Carmen Corrado – chiude la sua esternazione chiedendosi se debba essere uno “straniero” ad insegnarci a volere bene a Vibo. La risposta è no. Volere bene a Vibo Valentia significa pretendere la verità. Significa esigere che le opere vengano realizzate nei tempi e nei modi giusti, che la macchina comunale funzioni, che i servizi essenziali non rimangano sguarniti e che chi governa renda conto dei fatti e dei costi, non delle favole».

«Volersi bene – conclude la consigliere di Forza Italia – non significa applaudire a comando davanti a un post di propaganda, ma rifiutare la mediocrità dipinta come eccellenza. La giunta Romeo e il suo gabinetto inizino a lavorare sui problemi reali delle persone e sulla grave stasi degli uffici comunali, invece di fare la morale a chi vive sulla propria pelle i disservizi della città. Vibo non ha bisogno di maestri di vita da stipendio pubblico, ha bisogno di un’amministrazione che funzioni».

Tags: Carmen CorradoComune di Vibo ValentiaGiunta Romeo
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