I Tirocinanti di inclusione sociale (Tis) in servizio presso il Comune di Vibo Valentia denunciano una situazione di grande difficoltà dovuta al mancato accredito delle indennità relative ai mesi di dicembre 2025 e gennaio 2026. Nonostante l’impegno costante e la correttezza dell’amministrazione comunale, che ha regolarmente trasmesso tutta la documentazione e i fogli presenza, i pagamenti non sono ancora arrivati.
Regione-Inps in cortocircuito
Secondo i lavoratori, «nonostante i flussi documentali sembrerebbero essere stati trasmessi dalla Regione, la documentazione necessaria per procedere ai pagamenti risulta ancora non pervenuta all’Inps di Vibo Valentia. Questo stallo burocratico – è scritto in una nota – sta privando decine di famiglie del proprio sostentamento, generando disagi economici di rilievo che non possono più essere ignorati».
Impegno dei tirocinanti e responsabilità della macchina pubblica
I Tis sottolineano poi il loro quotidiano impegno nel garantire servizi essenziali alla comunità, lavorando con abnegazione e professionalità, nonostante la precarietà normativa e la lunga attesa per la stabilizzazione. «È profondamente amaro constatare – affermano i tirocinanti – come a questo senso di responsabilità non corrisponda un’eguale solerzia da parte degli enti previdenziali e regionali».
I tirocinanti, insomma, chiedono un intervento risolutivo che ponga fine al rimpallo di competenze tra Regione e Inps e restituisca serenità a chi ogni giorno garantisce servizi fondamentali per la comunità.
Chiese trasparenza e risposte certe
Quindi, la conclusione «Non è nostra intenzione sollevare polemiche sterili, ma sollecitiamo con determinazione una risoluzione immediata della problematica. Chiediamo trasparenza e risposte certe: il lavoro svolto con dignità e costanza merita il rispetto dei tempi di pagamento e, soprattutto, la considerazione dovuta a chi contribuisce ogni giorno al funzionamento della macchina pubblica, nonostante una condizione di precarietà normativa nel processo di stabilizzazione che dura ormai da troppi mesi. Confidiamo in un intervento risolutivo che ponga fine a questo rimpallo di competenze e restituisca serenità a tutti noi lavoratori», chiudono i lavoratori di Palazzo Luigi Razza.


























