Il Polo Professionale Gagliardi IIS De Filippis-Prestia nell’ambito della settimana dei saperi, nella mattinata del 25 febbraio ha affrontato con gli alunni del biennio il tema della solidarietà con il convegno “Il vero dono: diventa ciò che sei”.
Dopo i saluti iniziali da parte della dirigente scolastica, Eleonora Rombolà, l’intervento di Giuseppina Davoli, ex docente dello stesso Istituto, in qualità di vice presidente dell’associazione ODV “Giuseppe Nusdeo Io dono” e del professor Alfredo Altomonte, docente Università Pontificia Salesiana, dirigente psicologo CSM ASL Roma 3, psicoterapeuta (CTA) e preparatore mentale FITP. A moderare l’incontro la professoressa Caterina Brasca, docente del Gagliardi.
L’intervento del professor Altomonte
Il professor Altomonte, per affrontare il delicato tema, ha scelto di presentare agli studenti la figura del giovane Giuseppe Nusdeo, morto prematuramente a causa di una leucemia, protagonista del libro “Il Principe Alato”, pubblicato proprio per volontà dei suoi genitori che dopo trent’anni ne mantengono vivo il ricordo e l’esempio anche con la nascita dell’associazione a lui dedicata.
Il professor Altomonte, nella prefazione del libro, scrive: «Perché la vita sia piena, bisogna viverla con la fiducia, generosità, in relazione con l’altro amando l’altro, sintetizzando così il percorso fatto dal piccolo Giuseppe che, abbracciando la sua malattia, non si chiuse in se stesso, non rinnegò la vita, al contrario si impegnò affinché quella degli altri fosse più bella, affinché il tema della donazione venisse portato a tutti attraverso la nascita di una sezione ADMO anche a Vibo Valentia».
L’emozionante confronto con gli studenti di Vibo Valentia
Proseguendo il suo dialogo con gli studenti li ha invitati a «riflettere sul tempo che trascorre, che inevitabilmente porta tutto via, ma non le emozioni, non i ricordi che restano come stelle, di non aspettare di essere perfetti, di sentirsi pronti, ma di iniziare da ciò che si è, trasformando la propria storia in luce perché il mondo ha bisogno del dono».
Gli alunni, attenti e coinvolti, hanno ascoltato con piacere le riflessioni del professor Altomonte, cosi come i tanti docenti presenti in sala, i ragazzi hanno fatto i loro interventi, dimostrando di sentirsi coinvolti, desiderosi di farsi ascoltare, pronti al dialogo. Le parole del professor Altomonte hanno emozionato al punto da suscitare occhi lucidi, abbracci e pacche sulle spalle, segnali questi di una generazione di studenti che sa ancora voler bene, si preoccupa per il proprio compagno, gioisce o soffre con l’altro. Il resoconto dell’attività è allora assolutamente positivo poiché gli studenti non solo hanno apprezzato il tema proposto, soprattutto hanno fatto ritorno nelle proprie aule arricchiti e sicuramente più consapevoli di cosa significhi solidarietà e amore verso gli altri.

























