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Home POLITICA

Vibo Valentia, Fratelli d’Italia: «La storia della città non può finire in magazzino»

Il dirigente di Pascal Corrado accende i riflettori sulla struttura informativa su Scrimbia rimossa durante i lavori di via De Gasperi

Di Redazione
11 Settembre 2026
In POLITICA
Pascal Corrado di Fratelli d'Italia e via De Gasperi a Vibo Valentia
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La riqualificazione di via Alcide De Gasperi a Vibo Valentia è terminata, ma insieme alla conclusione del cantiere resta una questione che, secondo Pascal Corrado, merita una risposta da parte dell’amministrazione comunale. Al centro della vicenda c’è la struttura informativa dedicata alla ninfa Scrimbia, rimossa durante i lavori e, secondo quanto denuncia il presidente provinciale di Gioventù Nazionale e dirigente provinciale di Fratelli d’Italia, non ancora ricollocata.

Una struttura che era stata installata soltanto pochi mesi prima degli interventi e che aveva una funzione precisa: raccontare a cittadini e visitatori un elemento della memoria storica e archeologica della città. Per Corrado, il problema non riguarda soltanto un pannello informativo, ma il modo in cui Vibo Valentia decide di raccontare e valorizzare il proprio patrimonio.

Scrimbia, il pannello rimosso durante i lavori

«I lavori di riqualificazione di via Alcide De Gasperi, che per molti mesi hanno interessato una delle principali porte d’accesso alla nostra città, una volta conclusi hanno lasciato dietro di sé anche un’assenza che non può passare inosservata: insieme al cantiere, infatti, non è più tornata visibile un’importante testimonianza della memoria storica vibonese, la struttura informativa dedicata alla storia di Scrimbia, che accompagnava cittadini e visitatori nel racconto di uno dei patrimoni identitari più significativi di Vibo Valentia».

Corrado chiede quindi di fare chiarezza sulla destinazione della struttura. «Da mesi – afferma Corrado – quella struttura non è più presente. È comprensibile che, durante un intervento di riqualificazione, alcuni elementi possano essere temporaneamente rimossi per consentire l’esecuzione dei lavori. Quello che facciamo fatica a comprendere è perché, una volta terminato il cantiere, non sia ancora tornata visibile una struttura pensata proprio per raccontare la storia di questo luogo».

Il dirigente di FdI pone inoltre l’accento sul fatto che il pannello fosse relativamente recente. «C’è poi un aspetto sul quale sarebbe opportuno fare chiarezza – prosegue il giovane dirigente di FDI –: la struttura era stata installata da pochi mesi ed era quindi ancora nuova quando è stata rimossa in occasione dei lavori. Considerato che la sua realizzazione aveva comportato un costo per la collettività, è legittimo chiedere all’amministrazione quale sia stata la sua destinazione dopo la rimozione, in che condizioni si trovi oggi e se sia previsto il suo ritorno nella collocazione originaria».

«Possibile che servano mesi per rimettere una struttura informativa?»

La critica di Corrado non riguarda la riqualificazione di via De Gasperi, sulla cui necessità precisa di non voler sollevare obiezioni. «Non vogliamo mettere in discussione la necessità degli interventi realizzati su via De Gasperi – precisa Corrado – né attribuire responsabilità senza conoscere tutti gli elementi. Ma una domanda, soprattutto per una città che vuole definirsi turistica e culturale, viene spontanea: possibile che per rimettere al proprio posto una struttura informativa servano mesi e mesi?».

Il riferimento storico è alla figura di Scrimbia, profondamente legata alla tradizione e alla memoria di Vibo Valentia. L’area compresa tra via De Gasperi e via Scrimbia conserva infatti testimonianze archeologiche riconducibili a una fase importante della storia antica della città.

«Scrimbia – continua Corrado – non è una semplice leggenda da tramandare nei libri. È parte della nostra identità, è un pezzo della storia di Hipponion e della Vibo Valentia che conosciamo oggi. Se vogliamo che i nostri ragazzi conoscano la storia della propria città e che un visitatore possa comprenderla, dobbiamo prima metterli nelle condizioni di poterla leggere e conoscere».

Il caso di Piazza San Leoluca

Secondo il rappresentante di Fratelli d’Italia, quello del pannello di Scrimbia non sarebbe però un caso isolato. Corrado richiama infatti l’attenzione anche sulla situazione di Piazza San Leoluca, dove, a suo dire, manca una tabella illustrativa capace di spiegare e valorizzare la storia del luogo.

«Basta spostarsi qualche metro più in là, verso Piazza San Leoluca – aggiunge – per imbattersi in un’altra situazione che meriterebbe attenzione: anche lì manca una tabella illustrativa capace di spiegare e valorizzare la storia del luogo. Due episodi distinti, ma che pongono la stessa domanda: quanto stiamo realmente investendo nel raccontare Vibo Valentia?».

Una domanda che Corrado collega direttamente alle strategie di promozione turistica della città. «Perché – continua Corrado – possiamo anche parlare di grandi strategie turistiche, di promozione del territorio e di valorizzazione del patrimonio, ma poi se un ragazzo o un turista arriva davanti a un luogo storico e non trova nemmeno una targa che gli spieghi cosa sta guardando, forse qualcosa non torna».

Pascal Corrado: «Dove si trova oggi il pannello di Scrimbia?»

La richiesta rivolta all’amministrazione comunale è dunque quella di chiarire ufficialmente che fine abbia fatto la struttura rimossa durante i lavori.

«Qui non c’è soltanto un problema culturale e informativo. Nel caso della struttura di Scrimbia c’è anche un interrogativo legato alle risorse pubbliche: se una struttura nuova viene realizzata, pagata e installata, è ragionevole aspettarsi che venga adeguatamente conservata e utilizzata. Non chiediamo miracoli: chiediamo semplicemente che ciò che è stato realizzato per la città continui a servire la città».

Corrado chiede quindi «all’amministrazione comunale di verificare formalmente dove si trovi oggi la struttura di Scrimbia, accertarne le condizioni e rendere pubbliche queste informazioni, indicando contestualmente una tempistica celere e certa per la sua ricollocazione».

La richiesta riguarda anche Piazza San Leoluca: «Chiediamo inoltre che venga valutata l’installazione di una nuova tabella illustrativa nell’area di Piazza San Leoluca, affinché anche quel luogo possa essere adeguatamente raccontato e valorizzato».

«La Vibo vera deve raccontare la propria storia»

Per il dirigente di Fratelli d’Italia si tratta di interventi semplici, ma dal valore significativo per la promozione dell’identità cittadina.

«Non si tratta di una richiesta fuori dalla realtà – sottolinea Corrado –. Parliamo di interventi informativi semplici, concreti e dal costo certamente contenuto rispetto al valore che possono avere per la conoscenza e la promozione della città. Se davvero crediamo nella valorizzazione del nostro patrimonio, è da queste cose che dobbiamo cominciare».

Poi arriva anche una stoccata politica, accompagnata da un riferimento allo slogan dell’amministrazione: «E proprio sulla valorizzazione della città viene spontaneo un piccolo paradosso – osserva Corrado con un velo di ironia –: l’amministrazione parla tanto di “Vibo Vera”, ma quale Vibo vogliamo davvero mostrare? Perché una Vibo “vera” dovrebbe essere quella che racconta la propria storia, valorizza i propri luoghi e rende visibile il proprio patrimonio. Altrimenti rischiamo di avere una città molto “vera” negli slogan, ma un po’ meno vera quando si tratta di mettere concretamente la sua storia sotto gli occhi di cittadini e visitatori».

Le domande, conclude Corrado, sono precise: «dove si trova oggi il pannello di Scrimbia? In che condizioni è? Quando tornerà ad essere visibile?». E aggiunge: «Sono domande alle quali l’amministrazione dovrebbe rispondere senza difficoltà. E sarebbe importante farlo pubblicamente, perché quando si parla di beni realizzati con risorse pubbliche, la trasparenza non è un optional».

«La memoria della città non può restare nei magazzini»

Il tema sollevato da Corrado va oltre la singola struttura informativa. Riguarda, più in generale, la capacità di Vibo Valentia di rendere concretamente accessibile il proprio patrimonio storico e archeologico.

«Una città che vuole davvero puntare sulla propria storia e sulla propria identità deve avere il coraggio di partire anche dalle piccole cose. Non serve andare a cercare lontano ciò che abbiamo già sotto gli occhi: serve valorizzarlo, raccontarlo e renderlo accessibile. E magari evitare che la memoria della nostra città faccia la fine delle opere dimenticate: presente nei progetti, ma assente dalle strade».

Infine, un appello rivolto soprattutto alle nuove generazioni: «Da giovani – conclude Corrado – abbiamo il dovere di porre queste domande. Perché una città che non racconta la propria storia rischia di chiedere ai giovani di amare un’identità che, per prima, non si preoccupa di mostrarsi a loro».

Tags: Fratelli d'italiaPascal CorradoVibo Valentia
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