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Home POLITICA

Zambrone. Dopo la sfiducia al sindaco, parla Marianna Iannello: «Era un gesto dovuto alla comunità»

La referente del Gruppo Misto motiva la scelta dei consiglieri firmatari: «Nulla è cambiato nemmeno dopo il primo tentativo di sfiducia»

Di P. S.
30 Settembre 2026
In POLITICA
L'Andolina-Iannello
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Dopo il crollo della giunta comunale di Corrado L’Andolina, ex primo cittadino del Comune di Zambrone, a motivare l’atto di sfiducia è la referente del Gruppo Misto, Mariana Iannello. Quest’ultima, infatti, associa una lunga riflessione a tale scelta, parlando a nome di tutti gli altri consiglieri firmatari e rivendicandone le motivazioni.

Partendo da un pensiero, legato al passato, la consigliera rompe il silenzio e dichiara: «Zambrone scrive un capitolo di storia importante, il peso della decisione presa non è indifferente a nessuno di noi consiglieri firmatari, ma era un gesto dovuto alla comunità, un’azione politica e, ci tengo a sottolinearlo, che va anche oltre gli aspetti relazionali che caratterizzano una comunità».

Ancora: «Zambrone – spiega la Iannello – ormai era divisa in fazioni e questo a causa della politica cieca, i valori di unione e solidarietà avevano lasciato spazio ad astio e rancori. Da consigliera ma, soprattutto da zambronese, non potevo continuare a guardare, tanto meno ad accettare che la mia consapevolezza di degrado rimanesse impotente e silenziosa. Anni di preghiera nel chiedere al sindaco di dare spazio ai consiglieri di lavorare per la comunità, di non essere solo un numero, di prendere in considerazione le loro richieste e non basarsi su un ragionamento assolutista e dispotico dove si fa come dice il sindaco e basta».

Un anno fa il primo tentativo di sfiducia

Poi, proseguendo: «Un anno fa – ricorda la consigliera – ho preso l’amara decisione di unirmi al gruppo che promuoveva la sua sfiducia, non andò a buon fine, ma come dissi allora, era una partita a scacchi non ancora conclusa. Perché, come dice lui, la politica è fatta di memoria, nulla viene dimenticato o sepolto, né il bene né il male e da persone intelligenti ci si aspetta un esame di coscienza sulle azioni intraprese».

Alla domanda “Cosa mi ha spinto a firmare questa volta?”, la Iannello poi risponde: «Nulla è cambiato nemmeno dopo il primo tentativo di sfiducia, avrebbe dovuto scuotere l’animo del sindaco e spingerlo a riflettere, facendo un “mea culpa” sul suo agire, invece è scaturito in lui un senso di “onnipotenza”, portandolo a persistere nell’errore».

«Principalmente – precisa – le mie deleghe che ho rimesso nelle sue mani, pubblica istruzione, associazionismo, artigianato, rapporti con il cittadino e welfare, quest’ultima a me molto cara, perché è grazie alla cura dei servizi essenziali e fondamentali ai miei concittadini più in difficoltà, che mi sono resa conto di quanto silenzio e dolore si nascondano nei cuori delle persone meno aspettate, con rispetto e riservatezza ho sempre tentato di aiutare, il mio ritorno era la gioia di essere stata utile e di conforto. Più volte da Gruppo Misto mi sono confrontata con lui, pregandolo di non abbandonarle, dando anche la mia disponibilità se non avesse avuto nessuno in grado di seguirle, la risposta è stata l’abbandono totale e disinteressato».

Una scelta di coerenza

L’Andolina, secondo la Iannello, è consapevole di quali siano i suoi errori. A tal proposito, aggiunge: «Sono l’unica persona alla quale non può negarli. La mia coerenza di pensiero non poteva essere barattata con le apparenze, l’ipocrisia non appartiene al mio essere, la prima dimostrazione è stata quella di mantenermi ferma nella scelta presa, restando da sola e creando un Gruppo Misto, a discapito del pensiero altrui. La coerenza – conclude Iannello – non è comoda, è una condanna. ti fa perdere amici, ma ti salva nel momento in cui dovrai guardarti allo specchio».

Tags: Comune Zambronescioglimento comune zambroneZambrone
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