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Home CULTURA

Archeologia a Vibo. Anna Murmura: «Rilanciamola con “CroceNeviera”»

La presidente della sezione locale dell'Archeoclub propone di rimettere in moto le procedure per un progetto dalle caratteristiche innovative

Di Redazione
30 Agosto 2025
In CULTURA
Archeologia a Vibo. Anna Murmura: «Rilanciamola con “CroceNeviera”»
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«Sul lato orientale della città di Vibo Valentia insistono circa 35 ettari di aree di interesse storico-archeologico che coprono un arco cronologico che va dall’età greca fino al medioevo inoltrato, importanti in passato dal punto di vista strategico e oggi di grande valore anche paesaggistico; di fianco a questi ci sono altri 117 ettari di aree libere con destinazione agricola o a verde pubblico. Questo ampio spazio (152 ettari) potrebbe costituire una risorsa (anche economica) importante per la nostra comunità e il suo corretto utilizzo servirebbe a contrastare il degrado che avvolge i luoghi tra rovi ed erbacce, e il rischio idrogeologico sempre in agguato nei nostri territori».

A pronunciarsi è la presidente Archeoclub d’Italia sede di Vibo Valentia, Anna Murmura, in un intervento che presenta contenuti «gentilmente concessi e forniti da Anna Rotella, la quale ha contribuito a elaborare un progetto, al fine di donarlo a una città che stenta ad apprezzarlo».

Anna Murmura scrive: «Partendo dallo stato dei luoghi e dalla volontà di offrire alla città e agli amministratori una proposta operativa, un gruppo di professionisti si è messo insieme per riflettere e ragionare. I professionisti coinvolti nell’operazione sono stati (rigorosamente in ordine alfabetico): l’agronomo Maurizio Agostino, il geologo Giuseppe Ferraro, l’architetto Luciano Grillo e l’archeologa Anna Maria Rotella, che si sono impegnati nella elaborazione di un progetto multidisciplinare e condiviso che potesse dare voce alle istanze di tutela e al desiderio di valorizzare il territorio, e rispondesse alle problematiche rilevate nell’area. Il progetto elaborato e che qui presentiamo in sintesi ha preso il nome di “CroceNeviera e Parco Archeologico Agronaturalistico del Vibonese”».

Archeologia e agricoltura sociale

«CroceNeviera – informa la Murmura – è il toponimo antico di una delle parti presenti nell’area di intervento. Esso intende coniugare archeologia, agricoltura ed economia del territorio, adottando un processo vòlto alla cura dei luoghi attraverso l’agricoltura sociale. Infatti, il progetto prevede l’assegnazione dei terreni circostanti le aree archeologiche, spesso interessate da vincoli indiretti, a delle cooperative sociali che coltivino erbe mediche e/o grani antichi, al fine di garantire la manuntenzione ordinaria della fascia di territorio interessata (sia quella parte destinata alla coltivazione sia quella occupata dalle emergenze storico-archeologiche). A fianco e contemporaneamente alle cooperative agricole dovrebbero nascere delle cooperative turistiche, vòlte sia a mantenere aperte al pubblico le aree archeologiche sia a curarne le visite guidate per i turisti e gli studenti».

L’idea «è anche quella di creare un brand legato al parco archeologico con le erbe mediche, il grano e la pasta del Parco CroceNeviera. Nell’immediatezza, ma anche fino a oggi il gruppo estensore ha promosso la divulgazione del progetto e del modello in molti contesti regionali e fuori regione, raggiungendo il plauso quasi unanime (tra cui quello del compianto Gerardo Bianco, presidente dell’Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia, e dell’allora vicepresidente del consiglio regionale della Calabria, Antonio Viscomi), ma soprattutto ha cercato di raccogliere adesioni sul territorio perchè il progetto fosse condiviso e portato avanti da un numero il più possibile ampio di soggetti pubblici e privati».

Un progetto condiviso e applaudito

«Il 28 settembre 2018 – prosegue la presidente dell’Archeoclub – questo obiettivo è stato raggiunto, infatti è stato firmato un protocollo di intesa di cui primo firmatario ed ente capofila è stato il Comune di Vibo Valentia, allora guidato da Elio Costa; a seguire hanno firmato i Comuni di Sant’Onofrio e di Stefanaconi, il Polo Museale Calabrese, la Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, la Camera di commercio, la Confindustria, la Cgil, la Cia (Confederazione italiana agricoltori), la Federconsumatori, il Codacons, la Coldiretti, l’Abc (Agricoltura biologica Calabria), Agria (Rete agricoltura biologica del Vibonese), il Forum delle associazioni, l’Archeoclub d’Italia sede di Vibo Valentia, Italia Nostra Crotone, l’Aicc (Associazione italiana di cultura classica), il Comitato pro mura, il Wwf Vibo Valentia/Vallata dello Stilaro, le associazioni “Argonauta”, “La Goccia”, “Io vedo con le mani” e “Pro Fondazione Antonino Murmura”».

Riunione con Viscomi per la presentazione del progetto

Questa «massiccia adesione rappresentava l’insieme delle forze attive sul territorio e lasciava presagire il successo dell’idea e la sua realizzazione in tempi medi, anche approfittando dei fondi che negli anni successivi sarebbero arrivati in Italia dopo il Covid e grazie al Pnrr; infatti, avrebbe costituito una vera e concreta forma di rigenerazione urbana che invece a Vibo Valentia si è tristemente limitata allo smantellamento di alcune delle piazze più importanti della città per rimetterle a nuovo con il solo risultato di distuggere per sempre la nostra identità storica (cosa per la quale non avranno mai il mio perdono né tantomeno la mia stima)».

L’attenzione altalenante delle amministrazioni

«Purtroppo, però – riconosce la scrivente -, le amministrazioni comunali vibonesi che sono succedute a quella guidata da Costa non hanno voluto contribuire in maniera fattiva e concreta alla realizzazione di questo parco, lasciando i siti archeologici e le aree circostanti chiuse e in totale abbandono. L’amministrazione Limardo, tradendo il protocollo firmato e la sua natura di ente capofila, non ha voluto neppure approciarsi all’idea in modo più specifico per valutarne la fattibilità; mentre, invece, dobbiamo dare atto all’amministrazione in carica, guidata da Enzo Romeo, di aver voluto ascoltarci per capire meglio, per il tramite dell’assessore al ramo Stefano Soriano, e di averci dato generiche rassicurazioni che avrebbero portato avanti l’idea, ma ancora aspettiamo i fatti che tardano a venire, e per questo ci sentiamo molto scoraggiati».

Firma del protocollo al Comune di Vibo Valentia

Anna Murmura termina: «Ma dal momento che come Archeoclub d’Italia sede di Vibo Valentia sentiamo la responsabilità di fare qualcosa e in tempi brevi per il nostro patrimonio archeologico, rinnoviamo il nostro appello agli enti firmatari in primis e a tutti gli altri enti e associazioni del territorio, nonché ai singoli cittadini, di farsi promotori insieme a noi della ripresa del progetto e della sua realizzazione nel più breve tempo possibile».

Tags: ArcheoclubParco archeologicoVibo Valentia
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