sabato 17 Ottobre 2026
BCC Calabria Ulteriore
Informa Calabria
Amaro del Capo
  • ECONOMIA
  • POLITICA
  • CRONACA
  • SVILUPPO
  • SANITÀ
  • LAVORO
  • TERRITORIO
  • TURISMO
  • SPORT
  • ALTRO
    • IL METEO
    • DAL MONDO
    • DALL’ITALIA
    • FOOD & WINE
    • OPINIONI
    • LUOGHI E RACCONTI
    • RITRATTI
    • SOCIETÀ
    • MUSICA E SPETTACOLO
    • AMBIENTE
    • CULTURA
    • SCUOLA E UNIVERSITÀ
    • CONTROCORRENTE
    • VISTI DAL COMUNE
    • FUORI DAL CORO
Nessun Risultato
Vedi tutti i risultati
  • ECONOMIA
  • POLITICA
  • CRONACA
  • SVILUPPO
  • SANITÀ
  • LAVORO
  • TERRITORIO
  • TURISMO
  • SPORT
  • ALTRO
    • IL METEO
    • DAL MONDO
    • DALL’ITALIA
    • FOOD & WINE
    • OPINIONI
    • LUOGHI E RACCONTI
    • RITRATTI
    • SOCIETÀ
    • MUSICA E SPETTACOLO
    • AMBIENTE
    • CULTURA
    • SCUOLA E UNIVERSITÀ
    • CONTROCORRENTE
    • VISTI DAL COMUNE
    • FUORI DAL CORO
Nessun Risultato
Vedi tutti i risultati
Informa Calabria
Nessun Risultato
Vedi tutti i risultati
Home CONTROCORRENTE

La Calabria dei paesi spopolati, ma il ritorno è possibile

Di Michele Petullà
5 Febbraio 2026
In CONTROCORRENTE
Giovani calabresi in fuga: ormai è una vera e propria emorragia. Ecco le allarmanti cifre

Di là dalle soglie sbrecciate delle case abbandonate, lungo le vie dove i nomi sbiaditi resistono sui citofoni arrugginiti, come reliquie di una geografia dell’anima, si snoda il racconto sommerso della Calabria dei paesi. Non è un’epopea epica né un necrologio: è un richiamo, un battito di tamburo antico nel silenzio del tempo che svanisce. È la voce delle radici che non vogliono morire, ma farsi nuovamente linfa.

I paesi non sono solo punti su una carta geografica, non sono reticoli di strade e confini amministrativi. Sono architetture della memoria, costellazioni affettive, palinsesti di esistenze intrecciate. Ognuno porta il volto della pietra e del vento, della fatica e dell’attesa. Ogni paese è un poema corale inciso nella terra e nell’aria, dove il tempo ha imparato a camminare con passi lenti.

Ma da decenni queste dimore del senso si svuotano. Lo spopolamento non è solo un fenomeno demografico: è una frattura simbolica. È l’emorragia di un mondo che non ha saputo o potuto immaginare un futuro nei luoghi del passato. È lo sgretolarsi del “noi” nel tempo dello sradicamento globale.

Come ha scritto il professor Vito Teti, antropologo e poeta delle fratture, lo spopolamento è anche una forma di melanconia collettiva, una nostalgia non solo per ciò che si perde ma per ciò che non si è riusciti a diventare. Nei suoi studi – da Il senso dei luoghi a Pietre di pane fino a La restanza – Teti ci ha insegnato che l’abbandono è anche un atto culturale, un sintomo e un racconto da decifrare. Come ci insegna Teti, emigrare è sempre anche un modo per rimanere. E viceversa, tornare può essere un modo per ritrovare parti di sé che altrove si erano smarrite.

C’è una forma struggente di eloquenza nelle case disabitate. Le imposte chiuse come palpebre stanche, i muri che crollano a pezzi come sillabe di un linguaggio perduto. Ma in quella rovina risuona ancora un appello. Non si tratta di recuperare solo l’edificio, ma la sua anima: la narrazione che lo abitava.

Chi parte porta via il corpo, ma spesso lascia lì la voce, la lingua dei padri, l’eco delle storie. Eppure ogni volta che si ritorna – fosse anche solo per un’estate, una festa, una visita fugace – si riattiva un codice sopito, una geografia interiore fatta di rintocchi, odori, vicoli e racconti.

Il turismo delle radici, di cui oggi tanto si parla anche in ambito istituzionale, potrebbe essere la chiave per trasformare il ricordo in risorsa, l’assenza in presenza consapevole. Non turismo da cartolina, ma ritorno rituale. Non fruizione passiva, ma riconnessione identitaria.

Per contrastare lo spopolamento non basta frenare l’esodo. Occorre seminare senso. I paesi possono tornare a vivere solo se tornano a parlare alle nuove generazioni. Ma non con la retorica della nostalgia, bensì con il linguaggio del possibile. Se ben intesa, la nostalgia non è solo rimpianto: è energia affettiva che spinge al ritorno, al desiderio di ricostruire un altrove in equilibrio tra passato e futuro. In un’epoca di nomadismo digitale e precarietà esistenziale, molti sentono il bisogno di radici mobili, di luoghi che diano nome e respiro.

Le radici non sono catene: sono vele nel suolo. Non trattengono, ma nutrono il volo. Un’identità viva è quella che si apre al mondo, che fa dei propri margini un luogo di scambio, non di chiusura. La cultura dei paesi è una costruzione dinamica, non una reliquia da museo etnografico.

Bisogna far rivivere le tradizioni come luoghi di senso condiviso, come riti che raccontano chi siamo stati e chi possiamo diventare. Che si tratti di una festa patronale o della preparazione del pane, ogni gesto antico può diventare uno spazio pedagogico, relazionale, creativo. Non si tratta di “conservare” per forza, ma di abitare il presente con le forme del passato che parlano ancora.

I paesi, anche se svuotati, possono ancora essere laboratori di sperimentazione sociale. Micro-comunità dove provare modelli di co-abitazione, co-working, produzione culturale, agricoltura sostenibile, artigianato relazionale. Un luogo dove il tempo torni a essere umano, e non dettato dal cronometro neoliberista della performance. Sono i semi di un altro modo di abitare il mondo, a partire dalla lentezza. Dalla terra come grembo, non come zavorra.

Il turismo delle radici, in questa prospettiva, può diventare non una parentesi turistica, ma un percorso di riconciliazione, una geografia sentimentale che ricuce le fratture del tempo. Non si tratta solo di tornare al paese dei padri, ma di riconoscersi in una storia collettiva. Di scoprire che dietro ogni cognome, ogni soprannome, ogni ricetta, c’è un mondo. E che quel mondo può ancora generare futuro.

Il silenzio che avvolge i paesi svuotati non è assenza, ma attesa. Le pietre parlano, se ci si ferma ad ascoltarle. Raccontano di mani che le hanno posate, di bambini che ci sono inciampati, di donne che vi hanno pianto. Raccontano della resistenza invisibile della memoria.

Bisogna allora tornare nei paesi, ma soprattutto tornare ai paesi dentro di noi. Ritrovare quella parte silenziosa, umile, comunitaria che il rumore del mondo ha messo a tacere. Portare lì il nostro sapere, il nostro lavoro, il nostro desiderio. Ricostruire non le case, ma l’abitare.

Perché se è vero che le radici non servono solo a tenerci fermi, allora forse servono a tenerci vivi. E in un paese che torna a vivere, torna a fiorire anche il futuro. Là dove tutto sembra finito, qualcosa può ancora cominciare. Là dove il vento abita le case vuote, può ancora rinascere un canto.

Tags: CalabriaSpopolamento
Articolo Precedente

Minacce all’ex moglie nel Vibonese, scattano i domiciliari: intervento dei carabinieri

Prossimo Articolo

Ponte sullo Stretto, il Consiglio dei ministri approva il decreto

Articoli correlati

La protesta degli autotrasportatori in Calabria

Esplode la protesta contro il caro vita, Calabria a rischio paralisi: numerosi presidi in tutta la regione

16 Ottobre 2026
La moneta da Collezione che celebra la Calabria

La Calabria su una moneta: celebrati il vino di Cirò e la Cipolla Rossa di Tropea IGP

15 Ottobre 2026
Esaurite le scorte di benzina e diesel in alcune zone della Calabria. Lunghe code ai distributori

Emergenza carburanti in Calabria, distributori a secco e code interminabili

15 Ottobre 2026
Le file ai distributori di benzina in Calabria

File ai distributori di carburante in Calabria: si teme una nuova carenza

15 Ottobre 2026
Prossimo Articolo
Matteo Salvini con il plastico del Ponte sullo Stretto di Messina

Ponte sullo Stretto, il Consiglio dei ministri approva il decreto

Vibo, il Liceo “Capialbi” esplora le frontiere della scienza e della tecnologia

Erasmus+, il “Gagliardi” porta Vibo Valentia in Europa: più di 50 studenti in formazione all’estero

16 Ottobre 2026
marco Ghionna

Cna Progetta, il coordinatore nazionale è il calabrese Marco Ghionna

16 Ottobre 2026
Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicesegretario di Forza Italia

Occhiuto rilancia la No Tax Area per i giovani: «Via l’Irpef fino a 35 anni»

16 Ottobre 2026
romeo festival del sud

Festival del Sud, Vibo Valentia si prepara alla nona edizione: quasi 100 eventi in tre giorni

16 Ottobre 2026
Antonio De Caprio venerdì 16 ottobre 2026 presidio Santa Maria del Cedro protesta autotrasportatori Fedralog 2

Caro carburanti, De Caprio (FI) al fianco degli autotrasportatori: «Risolvere il problema alla radice»

16 Ottobre 2026
Una volante della Polizia di Stato

Catanzaro: fugge dai poliziotti, li ferisce e viene arrestato

16 Ottobre 2026

La voce autentica della regione

 

Pubblicom S.r.l.
Via Provinciale snc
Tropea – Capo Vaticano di Ricadi (VV)

[email protected]

Menù

  • ECONOMIA
  • POLITICA
  • CRONACA
  • SVILUPPO
  • SANITÀ
  • LAVORO
  • TERRITORIO
  • TURISMO
  • SPORT
  • ALTRO
    • IL METEO
    • DAL MONDO
    • DALL’ITALIA
    • FOOD & WINE
    • OPINIONI
    • LUOGHI E RACCONTI
    • RITRATTI
    • SOCIETÀ
    • MUSICA E SPETTACOLO
    • AMBIENTE
    • CULTURA
    • SCUOLA E UNIVERSITÀ
    • CONTROCORRENTE
    • VISTI DAL COMUNE
    • FUORI DAL CORO

Informa Calabria

  • Chi siamo
  • Note Legali
  • Pubblicità
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
Iscriviti al nostro canale whatsapp

© 2024 Informa Calabria - Pubblicom Srl - P.I. 03057570792 R.O.C. 39435 - ISSN: 2611-2515 - Reg. Trib. VV Nr.1 del 20/02/2018 – Direttore: Francesco Mobilio

  • ECONOMIA
  • POLITICA
  • CRONACA
  • SVILUPPO
  • SANITÀ
  • LAVORO
  • TERRITORIO
  • TURISMO
  • SPORT
  • ALTRO
    • IL METEO
    • DAL MONDO
    • DALL’ITALIA
    • FOOD & WINE
    • OPINIONI
    • LUOGHI E RACCONTI
    • RITRATTI
    • SOCIETÀ
    • MUSICA E SPETTACOLO
    • AMBIENTE
    • CULTURA
    • SCUOLA E UNIVERSITÀ
    • CONTROCORRENTE
    • VISTI DAL COMUNE
    • FUORI DAL CORO

© 2024 Informa Calabria - Pubblicom Srl - P.I. 03057570792 R.O.C. 39435 - ISSN: 2611-2515 - Reg. Trib. VV Nr.1 del 20/02/2018 – Direttore: Francesco Mobilio