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Home CRONACA

Vibo Valentia, aggressione a un dirigente comunale: due arresti

Andrea Nocita era stato aggredito il 29 aprile nei pressi della stazione Vibo-Pizzo. Pochi giorni dopo la sua auto era stata incendiata

Di Redazione
4 Settembre 2026
In CRONACA
Il dirigente del Comune di Vibo Valentia, Andra Nocita, e la Questura
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Due persone sono state raggiunte da una misura cautelare nell’ambito dell’inchiesta sull’aggressione ai danni di un dirigente del Comune di Vibo Valentia. Nella mattinata odierna, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Vibo Valentia hanno eseguito un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Vibo Valentia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di due soggetti originari del Vibonese.

I due sono gravemente indiziati, in concorso, dei reati di lesioni personali aggravate, tentata estorsione e violenza a corpo amministrativo. A uno dei due viene contestato anche il reato di danneggiamento seguito da incendio di un’autovettura.

L’aggressione al dirigente comunale a Vibo-Pizzo

L’inchiesta nasce dall’aggressione subita dal dirigente comunale Andrea Nocita il 29 aprile scorso. L’uomo si trovava nei pressi della stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo quando sarebbe stato colpito alle spalle con un mezzo contundente. A seguito dell’aggressione, il dirigente aveva riportato lesioni giudicate guaribili in 15 giorni.

Pochi giorni dopo si era verificato un secondo episodio: nello stesso luogo, l’automobile in uso al dirigente comunale era stata data alle fiamme. Due episodi che hanno immediatamente fatto scattare gli approfondimenti investigativi della Squadra Mobile.

L’ipotesi: un’aggressione legata all’attività del Comune

Le indagini avrebbero consentito di individuare un possibile collegamento tra le condotte intimidatorie e l’attività professionale svolta dalla vittima. In particolare, l’attenzione degli investigatori si è concentrata sugli accertamenti amministrativi in materia di abusivismo edilizio effettuati dal Comune di Vibo Valentia.

Secondo la ricostruzione investigativa, l’obiettivo delle condotte sarebbe stato quello di ostacolare o condizionare il regolare esercizio dell’attività amministrativa, attraverso intimidazioni rivolte agli organi comunali competenti.

Il fabbricato abusivo e le minacce

Gli investigatori avrebbero ricostruito anche la fase precedente all’aggressione. Uno degli indagati sarebbe stato coinvolto in un procedimento amministrativo finalizzato alla demolizione o all’acquisizione al patrimonio comunale di un fabbricato abusivo del quale aveva la disponibilità.

Dopo aver manifestato la propria opposizione all’attività dell’Amministrazione, avrebbe rivolto a un tecnico comunale incaricato degli accertamenti una minaccia riferita al dirigente. In particolare, avrebbe fatto intendere di conoscere le abitudini del dirigente e anche il luogo in cui Andrea Nocita era solito parcheggiare la propria automobile. Un elemento che, secondo gli investigatori, avrebbe assunto particolare rilievo alla luce della successiva aggressione e dell’incendio dell’autovettura.

L’agguato commissionato dietro compenso

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’aggressione fisica sarebbe stata materialmente compiuta dal secondo indagato, dietro la promessa di un compenso economico. Per realizzare l’agguato sarebbe stato utilizzato un motoveicolo successivamente rinvenuto nella disponibilità del presunto mandante.

Un ulteriore elemento investigativo riguarda la targa del mezzo, che sarebbe stata modificata artificialmente per alterarne i caratteri alfanumerici e rendere più difficoltosa l’identificazione.

Intercettazioni e attività investigativa

La Squadra Mobile ha sviluppato gli accertamenti attraverso diverse attività investigative, comprese intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Gli elementi raccolti avrebbero consentito agli investigatori di ricostruire la dinamica dei diversi episodi e di delineare il presunto ruolo dei due indagati.

Alla luce della gravità delle condotte contestate, del rischio di reiterazione dei reati e del pericolo di inquinamento probatorio, la Procura ha quindi richiesto l’applicazione delle misure cautelari. La richiesta è stata accolta dal Gip del Tribunale di Vibo Valentia.

Un indagato in carcere, l’altro ai domiciliari

Al termine degli adempimenti di rito, uno dei due destinatari della misura cautelare è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia. Il secondo indagato è stato invece accompagnato presso la propria abitazione e sottoposto agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.

L’inchiesta ricostruisce dunque una vicenda nella quale, secondo l’ipotesi accusatoria, un’attività amministrativa relativa all’abusivismo edilizio avrebbe rappresentato il possibile movente alla base di una serie di condotte intimidatorie culminate nell’aggressione di un dirigente comunale e nell’incendio della sua automobile.

Come precisato dalla Questura, i provvedimenti adottati nella fase investigativa non implicano una responsabilità definitiva degli indagati. Le persone sottoposte a indagini devono essere considerate non colpevoli fino all’eventuale accertamento definitivo della responsabilità con sentenza irrevocabile.

Tags: Andrea NocitaArrestiComuneVibo Valentia
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