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Home SOCIETÀ

Rombiolo: nasce ufficialmente la Casa Museo della Civiltà Contadina

Il progetto, nato dall’iniziativa della famiglia Barbuto, è sostenuto in sinergia con il Gal e con la Regione Calabria

Di Pasquale Scordamaglia
20 Settembre 2026
In SOCIETÀ
Inaugurazione della casa museo di Rombiolo
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Alcune realtà sono una finestra aperta sulla civiltà contadina del passato, ma diventano anche una testimonianza per le future generazioni che non hanno vissuto quel tempo: una di queste è nata nel territorio comunale di Rombiolo ed è la “Casa Museo della Civiltà Contadina”.

Ubicata in Contrada Cesarelle, di fronte all’ex Gam, la suddetta realtà è connessa al lodevole intento di Orietta Barbuto e della sua famiglia. Ognuno di loro, attraverso l’aiuto di cittadini, enti ed associazioni, ha riqualificato un antico casolare e lo ha trasformato in uno spazio che sarà fruibile a tutti. L’iniziativa è stata finanziata dalla Regione Calabria e inserita nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020, oltre ad essere totalmente sostenuta dal Gal – Terre Vibonesi. La casa museo è un autentico scrigno di oggetti ed attrezzature della cultura contadina, ma anche di tutto ciò che era di uso quotidiano.

Il concetto di un museo dinamico e che dia identità al passato

Orietta Barbuto, attiva anche come presidente della “Schola Cantorum don Raffaele Lagadari Aps”, ha introdotto la cerimonia di inaugurazione e ha esposto il progetto in maniera chiara ed esaustiva. Quest’ultima, parlando a nome di tutta la sua famiglia, ha dichiarato con gioia: «Questo progetto è la realizzazione di un sogno perché il nostro obiettivo è quello di creare un museo dinamico, un museo che ci consenta di fare un vero e proprio viaggio nel tempo. All’interno di questa struttura, che ha 100 anni di storia, ci sono degli oggetti che hanno un vissuto, un’identità e una propria storia. Hanno bisogno di trovare una voce per potersi esprimere».

«Tutto è nato – sottolinea Orietta – dal fatto che siamo in un’epoca storica in cui abbiamo la fortuna di avere dei veri e propri testimoni viventi, persone che sono fonti di saggezza, di cultura e di esperienza. Persone che possono ancora trasmettere quei valori, quei principi che scaturiscono da questi oggetti. Il nostro progetto è creare dei laboratori degli antichi mestieri, affinché i ragazzi possano riscoprire le proprie origini e il proprio passato. Questo lo possiamo fare grazie anche a queste figure importantissime che abbiamo ancora la fortuna di avere con noi».

Presente anche il sindaco e il parroco della comunità

A seguire c’è stato l’intervento del sindaco Caterina Contartese che, portando i propri saluti, ha elogiato il progetto e ringraziato tutti coloro che in vari modi lo hanno sostenuto. Subito dopo, ha preso la parola anche il parroco, don Pasquale Sposaro, il quale ha lanciato un suo personale messaggio di fede: ovvero, che l’amore per la terra dà buoni frutti. Il sacerdote, inoltre, ha affermato: «Questa realtà ci invita tutti a guardare al cielo e al bello. Affidiamo alla misericordia di Dio questo progetto, con riferimento al bello, alla trascendenza e all’assoluto».

L’inaugurazione è proseguita poi un momento di preghiera e con la benedizione e l’apertura ufficiale della casa museo. Tra gli interventi non è mancato anche quello di Vitaliano Papillo, in qualità di presidente del Gal – Terre Vibonesi. Esprimendo parole di soddisfazione, Papillo ha dichiarato: «Queste sono giornate che restituiscono il senso del lavoro che facciamo. È in queste stanze che profumano di vimini, di legno vecchio e di utensili vari, che l’attività e la programmazione del Gal si tocca con mano, in luoghi che restano e di cui il territorio può usufruire ogni giorno. Il merito va a chi ha avuto l’idea e ci ha messo mani e risorse. Noi abbiamo accompagnato il percorso e continueremo a farlo, accanto a chi sceglie di investire nelle Terre Vibonesi».

Come se non bastasse, la poetessa Elena Solano ha dedicato una sua opera in versi al progetto e, alquanto apprezzato, è stato anche l’intervento dello scrittore ed ex docente universitario Antonio Pugliese, autore del libro dal titolo: “La civiltà contadina in Calabria. Il recupero della memoria”.

Un’ampia delegazione del “Coro Schola Cantorum don Raffaele Lagadari”, ha poi eseguito dei meravigliosi canti per celebrare la nascita della Casa Museo della Civiltà Contadina. A seguire è stato allestito un rinfresco con prodotti a km 0 e tutti provenienti dal territorio. Presente all’evento c’era anche il signor Annunziato Monteleone che, con tutta la sua esperienza, ha preparato dal vivo delle ottime ricotte calde. Quest’ultimo, tra l’altro, è detentore di tanti ricordi del passato, tutti legati alla vita agricola di Rombiolo e delle comunità vicine.

L’obiettivo di diffondere la cultura del Poro

Pasquale Barbuto, fratello di Orietta, si è soffermato anche sul valore dei non pochi oggetti che sono stati donati e che hanno coinvolto tutta la comunità di Rombiolo.

Quest’ultimo, ha aggiunto: «L’invito che vi faccio è di aiutarci a tenerlo vivo, affinché chi non ha conosciuto il nostro territorio o non ha vissuto una certa epoca, possa conoscere quella che è stata la cultura del Poro e della civiltà contadina. Questo è un compito importante che tutti noi dobbiamo condividere». L’inaugurazione si è conclusa con il taglio augurale della torta e con l’omaggio musicale della Fanfara Fiorita di Rombiolo.

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Tags: Casa MuseoGal Terre VibonesiMonte PoroRombiolo
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