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Home CRONACA

Arrestati due medici in Calabria, 144 persone indagate per truffa – VIDEO

Eclatante il caso di un giovane: gli è stata certificata una malattia mentre dormiva, dopo una notte di svago. Era "tutt'altro che malato"

Di Redazione
4 Settembre 2025
In CRONACA
La Procura della Repubblica di Locri
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Un vasto sistema di false certificazioni mediche è stato smascherato dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria. Due medici di base della Locride sono finiti agli arresti domiciliari, mentre altre 142 persone risultano indagate a vario titolo. Le accuse principali sono falso in atto pubblico e truffa ai danni dello Stato, con un danno economico stimato di circa 70 mila euro a carico dell’INPS.

L’operazione nasce da un’indagine complessa della Procura della Repubblica di Locri, guidata dal procuratore Giuseppe Casciaro, che ha portato alla luce un fenomeno diffuso e sistematico nel settore delle indennità di malattia.

Come funzionava la truffa: i certificati falsi

Le indagini, avviate a seguito della denuncia di un cittadino, sono state condotte dal Gruppo della Guardia di Finanza di Locri. Gli investigatori hanno raccolto:

  • Intercettazioni telefoniche e ambientali
  • Voluminose acquisizioni documentali
  • Riscontri puntuali sui certificati emessi

Dall’inchiesta è emerso uno “scenario allarmante”: i due medici avrebbero rilasciato certificati di malattia in modo seriale e senza alcun controllo sanitario reale.

In molti casi:

  • Le certificazioni venivano prodotte senza visita medica
  • I documenti erano redatti in maniera ciclostilata, con diagnosi ripetitive
  • Le richieste venivano gestite tramite messaggi telefonici
  • I certificati potevano essere ritirati da parenti o conoscenti del paziente, già precompilati

Alcuni pazienti decidevano persino in autonomia la durata della malattia da certificare. È stato riscontrato che interi nuclei familiari ricevevano certificati con stessa diagnosi e stesso periodo di prognosi, come patologie al braccio o disturbi d’ansia.

Un caso emblematico: malattia certificata mentre il paziente dormiva

Un episodio citato dagli investigatori dimostra l’assoluta disinvoltura con cui venivano rilasciati i certificati: un giovane bracciante agricolo ha ricevuto un certificato per “sindrome ansioso-depressiva” con 20 giorni di prognosi. A ritirarlo nello studio del medico non fu il paziente, ma la madre. Il giovane, in realtà, in quel momento era a letto, reduce da una notte di svago e “tutt’altro che malato”.

Il danno all’INPS e il sistema delle indennità agricole

Il meccanismo illecito sfruttava le regole che disciplinano le indennità di malattia per i lavoratori agricoli stagionali.

Secondo la normativa:

  • I braccianti hanno diritto a un massimo di 180 giorni di indennità annui
  • Il beneficio è riconosciuto solo se hanno svolto almeno 51 giornate lavorative nell’anno in corso o in quello precedente
  • Nel caso di giornate inferiori, l’indennità viene ridotta proporzionalmente

Le false certificazioni permettevano ai lavoratori di assentarsi dal lavoro e ricevere dall’INPS somme indebite, creando un danno complessivo stimato in circa 70 mila euro.

Le accuse ai medici e lo stato delle indagini

I due medici di base sono attualmente sottoposti agli arresti domiciliari, mentre 142 persone, perlopiù lavoratori agricoli, sono indagate a vario titolo.

I reati ipotizzati sono:

  • Falso in atto pubblico commesso da pubblico ufficiale
  • Truffa aggravata ai danni dello Stato

La Procura di Locri sottolinea che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari: pertanto, per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Tags: Guardia di finanzaMediciReggio CalabriaTruffa
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