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Beni confiscati in Calabria. Libera pubblica il Report “RimanDATI”: ecco tutti i numeri

Su 136 Comuni calabresi, destinatari di beni immobili confiscati, soltanto 88 pubblicano i dati sul proprio sito web

Di P. S.
13 Settembre 2026
In SOCIETÀ
Beni confiscati in Calabria
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Più di sei comuni su dieci,destinatari di beni immobili sottratti alle mafie in Calabria, oggi adempiono all’obbligo di pubblicazione dell’elenco sul loro sito: questo è quanto emerge dal report nazionale di “Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, giunto alla sua quarta edizione e denominato “RimanDATI”. Il suddetto documento, inoltre, è nato grazie al sostegno del Gruppo Abele, del Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino e con il contributo dell’Istat. Il monitoraggio è stato condotto grazie al lavoro di un totale di 80 volontari, attivi in tutta Italia e formati per rilevare capillarmente il livello di trasparenza degli enti territoriali.

I dati nazionali del report

Nello specifico, su 136 comuni sono 88 quelli che pubblicano i dati in Calabria, ma restano 48 enti locali che sono inadempienti sulla trasparenza. RimanDATI, unico report in Italia che indaga lo stato della trasparenza degli enti territoriali in materia di beni confiscati, costituisce ormai un punto di riferimento fondamentale per chi si occupa di tale ambito. In tal senso, il report è uno strumento straordinario di attivazione e di cittadinanza responsabile, oltre che di sostegno e accompagnamento per la Pubblica Amministrazione. Dal punto di vista nazionale, la trasparenza sulla gestione dei beni confiscati nei Comuni, compie un netto passo in avanti. Su 1.174 Comuni, destinatari di immobili sottratti alle mafie, ben 938 (pari al 79,8%) adempiono oggi all’obbligo di pubblicazione dell’elenco sul proprio sito internet.

Soltanto 236 enti (il 20,2%), sempre a livello nazionale, risultano inadempienti. Un risultato che segna un tasso di crescita del 15%, rispetto alla precedente edizione del monitoraggio e una svolta radicale rispetto al primo report del 2021, quando solo il 38% degli enti pubblicava tali dati e non esisteva ancora un modello di riferimento unico per il confronto.

La mappa della trasparenza, inoltre, evidenzia una crescita omogenea a livello nazionale, pur con alcune differenze geografiche: Nord Italia: si conferma la macroarea più virtuosa con l’88,5% degli enti adempienti; il Centro Italia registra una forte accelerazione raggiungendo il 77,8%, con un incremento di quasi 20 punti, rispetto alla rilevazione precedente; il Sud Italia e le Isole continuano la loro crescita e si attestano al 75%. A livello regionale, raggiungono o superano il 90% di Comuni adempienti, la Basilicata, il Molise, l’Umbria (100%), la Liguria e il Veneto (94%), l’Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia (90%). Nessuna regione italiana si colloca al di sotto della soglia del 50%.

Illuminare i beni confiscati e facilitarne l’utilizzo

«Mafie e corruzione – evidenzia Tatiana Giannone, responsabile nazionale Beni Confiscati di Libera – prosperano nel buio e nell’indifferenza. Democrazia, legalità e giustizia lo fanno, invece, nella luce. Illuminare i beni confiscati vuol dire attivare tutti quei meccanismi che, a partire dalla conoscenza e dalla piena accessibilità dei dati e delle informazioni, possono facilitare i percorsi di riutilizzo; significa allora dare linfa alla democrazia, alla legalità e alla giustizia. Il percorso di RimanDATI continua con un obiettivo preciso: raggiungere la piena trasparenza sul 100% degli enti monitorati. Perché ogni dato pubblicato  – scrive la  Giannone – non è solamente un’informazione in più: è uno spazio di potere restituito alla collettività».

«Ogni elenco reso accessibile – aggiunge la responsabile di Libera – è una barriera in meno tra le istituzioni e i cittadini. Ogni miglioramento nella trasparenza è un avanzamento nella possibilità di controllo, partecipazione e proposta. Rendere visibili i beni confiscati significa renderli anche immaginabili. Significa permettere a comunità, cooperative e reti territoriali di pensare nuovi progetti, di avanzare proposte, di costruire esperienze di riutilizzo sociale. La trasparenza non si limita a raccontare ciò che esiste, ma crea anche le condizioni perché esista di più. In questo senso, RimanDATI non è solo un report sulla trasparenza. È un dispositivo politico che riafferma un’idea precisa di Stato e democrazia: uno Stato che non teme lo sguardo dei cittadini, e cittadini che non rinunciano a esercitareil proprio diritto di sapere».

Rilevate le modalità di pubblicazione dell’elenco

Il report di Libera ha visto due fasi di monitoraggio sui 136 comuni della Calabria, destinatari di beni immobili confiscati: una prima ricognizione, all’esito della quale erano 71 i Comuni che pubblicavano l’elenco, il 52,2%– Successivamente, ai Comuni è stata inviata la domanda di accesso civico, con la quale, dopo la prima ricognizione, è stato richiesto di pubblicare o aggiornare gli elenchi. Infine, è stata condotta una seconda ricognizione sui siti dei Comuni che hanno risposto alla domanda di accesso civico semplice. Il balzo in avanti, nella direzione di una maggiore quantità di enti che pubblicano l’elenco è stato sufficiente: si è passati infatti al 64,7% degli enti che pubblicano l’elenco con un incremento del 12%.

Un approfondimento è stato fatto sulla modalità di pubblicazione dell’elenco, da cui dipende in maniera sostanziale la qualità dei dati messi a disposizione. In Calabria tra gli 88 enti che pubblicano, il 55% usa il formato Open data, ottimale per la consultazione della cittadinanza. Il 38% usa il Pdf ricercabile che non rappresenta il formato più agevole nella consultazione dei dati. Preoccupa l’8% dei comuni che usa ancora il Pdf scansione.

Rispetto alle diverse categorie di informazioni che il 91% degli enti compila correttamente le informazioni sui dati catastali, l’89% sull’ubicazione del bene, mentre ben il 97% fornisce le informazioni sulla tipologia di bene immobile confiscato. Scende al 69% la pubblicazione dei dati sui concessionari che hanno in gestione il bene e solo il 49% fornisce informazioni, rispetto alla durata dell’esperienza di riuso e, quindi, rispetto alla scadenza della concessione.

«Anche in questa quarta edizione del report – precisa Libera – per una misurazione composita della trasparenza, in materia di beni confiscati abbiamo costruito un ranking mediato degli enti locali su una scala da 0 a 100, laddove 0 è riferibile a situazioni di totale assenza di dati pubblicati, 100 a situazioni inverse di presenza corretta di tutti i dati, la media nazionale è pari di tutti gli enti è pari a 56.2 punti. La Calabria con un ranking di 42,3 punti si colloca ben al di sotto della media nazionale.

Le parole del referente regionale Giuseppe Borrello

“La quarta edizione del report RimanDATI – dichiara Giuseppe Borrello, referente regionale di Libera – registra, anche per la nostra regione, un netto miglioramento passando dal 18,8% del 2022 al 64,7% di enti che pubblicano i dati. Un balzo in avanti che certifica la bontà di questa azione di monitoraggio sulla trasparenza, che deve essere considerata anch’essa un

bene comune, ma anche l’acquisizione, da parte degli enti territoriali calabresi, di una nuova e maggiore consapevolezza, rispetto alla necessità della pubblicazione dei dati, caricati in maniera concretamente fruibile, come presupposto fondamentale per consentire il concreto riutilizzo pubblico e sociale dei beni sottratti alla criminalità organizzata e la restituzione di essi alla collettività».

Tags: Beni confiscatiCriminalità organizzataGiuseppe BorelloLibera Calabria
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