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Home SOCIETÀ

Calabria tra mortalità e spopolamento: un equilibrio fragile che racconta la crisi demografica

Il report del Sole 24 Ore su dati Istat evidenzia le criticità soprattutto nei piccoli centri. Tra i fattori determinanti anche emigrazione e scarsa natalità

Di Redazione
21 Maggio 2026
In SOCIETÀ
Un anziano in un paese vittima di spopolamento
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La Calabria continua a confrontarsi con una dinamica demografica complessa, in cui i dati sulla mortalità si intrecciano con il progressivo spopolamento dei territori. Secondo le stime più recenti, quelle del Sole 24 ore su dati Istat relative al 2025, la regione registra un tasso di mortalità pari a 11,9 decessi ogni mille abitanti. Un valore sostanzialmente in linea con la media nazionale, ma inserito in un contesto strutturalmente fragile.

Un equilibrio solo apparente nei dati regionali

Il quadro che emerge non può essere letto esclusivamente attraverso il dato statistico. La Calabria, infatti, continua a registrare un saldo naturale negativo, con un numero di decessi superiore a quello delle nascite. Questo squilibrio, unito alla costante emigrazione verso altre regioni e verso l’estero, contribuisce a una perdita progressiva di popolazione che incide in modo sempre più evidente sulla struttura sociale ed economica del territorio.

Il fenomeno è particolarmente evidente nei piccoli centri, dove la riduzione dei residenti e l’invecchiamento della popolazione amplificano l’impatto dei dati sulla mortalità. In questi contesti, anche variazioni numeriche minime possono influenzare in modo significativo le percentuali complessive.

Il caso dei piccoli comuni e le forti oscillazioni statistiche

Tra gli esempi più significativi emerge quello di Serra d’Aiello, nel Cosentino, dove il tasso di mortalità nel 2025 risulta tra i più bassi in Italia, attestandosi a 1,8 decessi ogni mille abitanti. Un dato che, tuttavia, va interpretato alla luce delle dimensioni ridotte del comune: in realtà demografiche così contenute, pochi eventi sono sufficienti a modificare sensibilmente le statistiche.

Il confronto con il resto del Paese evidenzia infatti forti differenze tra i centri minori e le grandi città, dove la distribuzione della popolazione rende i dati più stabili e meno soggetti a oscillazioni.

La struttura demografica come vero nodo critico

Per la Calabria, il tema centrale non riguarda soltanto il livello della mortalità, ma soprattutto la composizione della popolazione. La regione presenta infatti una quota elevata di anziani e una ridotta presenza di giovani, con conseguenze dirette sulla natalità e sulla sostenibilità futura dei territori.

Questo squilibrio demografico si traduce in un progressivo indebolimento dei servizi, in particolare nei piccoli comuni, dove la diminuzione degli abitanti rende più complessa la gestione della sanità territoriale, dei trasporti e delle infrastrutture di base.

Spopolamento e tenuta dei territori: una sfida strutturale

La perdita di residenti non è solo un dato statistico, ma un fenomeno che incide profondamente sulla vita quotidiana delle comunità locali. Nei centri più fragili, lo spopolamento contribuisce ad accelerare la chiusura di attività economiche e la riduzione dei servizi essenziali, alimentando un circolo che tende a rafforzare ulteriormente il calo demografico.

In questo scenario, la Calabria si trova a fronteggiare una sfida strutturale che va oltre i numeri: quella di garantire la tenuta sociale ed economica dei territori, invertendo una tendenza che negli ultimi anni si è mostrata sempre più difficile da arrestare.

Tags: Il Sole 24 OreIstatMortalitàSpopolamento
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