Rischio di rincari per il gasolio da oggi, domenica 8 novembre,, dopo che è scaduto e non è stato rinnovato il taglio delle accise per 4,9 centesimi al litro (Iva compresa) deciso con il decreto Mef-Mase del 28 ottobre scorso il quale prevedeva «una riduzione di 632,90 euro per mille litri” fino al 7 novembre. In Gazzetta ufficiale, non compare alcuna indicazione su una proroga. Ma Adusbef osserva che «l’andamento delle quotazioni petrolifere degli ultimi giorni apre uno spiraglio alla possibilità di ulteriori cali alla pompa indipendentemente dallo sconto fiscale».
Aumento delle accise e deprezzamento del Brent
A partire da oggi le accise salgono, «compresa l’Iva, di 4,88 centesimi di euro al litro, pari ad una spesa aggiuntiva da 2,44 euro su un pieno da 50 litri, ma lo stop allo sconto arriva in un momento in cui le quotazioni petrolifere stanno registrando un deprezzamento» con il Brent «calato in pochi giorni del 16,2%, che apre le porte ad una possibile riduzione dei listini alla pompa». In base alle ultime rilevazioni del Mimit il prezzo medio dei carburanti in modalità self-service lungo la rete stradale nazionale è nuovamente sceso sabato e ha raggiunto quota 2 euro per la benzina (2,001 euro e 2,224 euro per il gasolio.
Prezzi medi e intervento sul Decreto Bollette bis
«Grazie al price cap cui hanno aderito le principali compagnie, i prezzi self-service restano tuttavia sotto i 2 euro al litro per la benzina e i 2,20 euro per il gasolio in gran parte della rete stradale», sottolineava il ministero. E nessuna marcia indietro del governo sul Decreto Bollette bis, che vuole ridurre le tariffe elettriche mettendo un tetto al prezzo del gas. La misura andrà in Consiglio dei ministri lunedì, senza modifiche sostanziali. Il rinvio di giovedì scorso è stato dovuto a un problema formale di contabilità dello Stato. Il ministero dell’Economia ha avviato un confronto con l’Unione europea per chiarire la questione. Confcommercio calcola che il provvedimento potrà ridurre le bollette elettriche delle imprese fino al 10%, anche se la spesa nel terzo trimestre 2026 è aumentata per i bar del 133%, per gli alberghi del 68% e per le grandi superfici del 67%.





















