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Home AMBIENTE

Catanzaro. Disco verde per il nuovo sistema depurativo, Daffinà e Fiorita: «Una svolta epocale»

Investimento da 148,4 milioni di euro per 135mila abitanti equivalenti. Il progetto prevede un sistema depurativo articolato su due poli e punta a superare le criticità storiche

Di Redazione
11 Agosto 2026
In AMBIENTE
Fiorita-Daffinà
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«Un investimento corposo del valore di 148.4 milioni di euro (per 135mila abitanti equivalenti), capace di coniugare una profonda rigenerazione ecologica ed il rispetto dei vincoli normativi, che costituirà “una svolta epocale”, sul fronte della depurazione per la città di Catanzaro consentendole di venir fuori anche dalla relativa procedura d’infrazione comunitaria. Nel capoluogo di Regione, a distanza di decenni, ritorna concretamente in agenda “il completamento del sistema depurativo” grazie all’approvazione del Documento di indirizzo alla Progettazione da parte del subcommissario Antonino Daffinà che ha agito in perfetta sinergia con l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Nicola Fiorita, e con il prezioso supporto dell’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro». E’ quanto si legge in una nota.

Il nuovo sistema depurativo su due poli

All’orizzonte, nel giro di qualche anno, «anche per Catanzaro, dopo gli investimenti corposi effettuati su Reggio e Castrovillari, un sistema depurativo costruito sui due poli di Germaneto e Castace – ha spiegato Daffinà – che agisce in perfetta sinergia con il commissario nazionale Fabio Fatuzzo –che consentirà la disattivazione e la contestuale bonifica integrale delle linee di trattamento dello storico depuratore di Verghello. Si tratta di una “svolta epocale” – ha continuato – con diverse finalità, tutte a vantaggio dei residenti: eliminare definitivamente le criticità che penalizzano l’area interessata dall’impianto, restituire la medesima al giusto pregio urbanistico e migliorare il tasso di vivibilità del quartiere marinaro».

La razionalizzazione della rete fognaria

Entrando in medias res, dal Dip (Documento di Indirizzo alla Progettazione) «la cui approvazione – rammenta Daffinà – è propedeutica alla richiesta di ulteriori finanziamenti» – emerge con chiarezza come la razionalizzazione della rete fognaria derivi dalla realizzazione di un primo polo per la zona est e di un secondo che interessa la parte centrale e l’area ovest del capoluogo. Tutto questo senza dover arrivare fino al mare con il collettamento. Peraltro, la riduzione a monte del carico organico, dei nutrienti e dei solidi sospesi –ha precisato il sub commissario – assicurerà una tutela diretta al litorale del Golfo di Squillace (in corrispondenza di Catanzaro Lido). Di conseguenza, l’intervento consoliderà e manterrà lo stato di qualità “eccellente” delle acque di balneazione, generando benefici concreti per la salute pubblica e per il rilancio del comparto turistico della capitale calabrese».

Disponibili 14,5 milioni per avviare l’opera

Punto di partenza, «sarà un finanziamento già disponibile, pari a 14.5 milioni di euro che permetterà di dare avvio all’opera dal polo di Germaneto, da articolare in cinque macro-fasi operative, che potrà essere poi completata per step – ha sottolineato Daffinà che agisce su input del commissario nazionale Fabio Fatuzzo – tramite lotti funzionali».

La collaborazione tra Comune, Regione e Struttura Commissariale

Fondamentale, nell’ambito di questo percorso, «è stata la collaborazione con l’amministrazione comunale, capeggiata dal sindaco Nicola Fiorita, che ha messo a disposizione –ha ribadito in chiusura il subcommissario – con gli uffici competenti del Comune (non solo nel presente, ma anche nel recente passato, con il prezioso apporto fornito dall’ex rup, il dirigente Giovanni Laganà), ed infine, ma non da ultimo, con Sogesid ed il rup attuale dell’opera, nel preciso intento di ridare alla città dei Tre Colli, la speranza di venir fuori da una situazione per nulla auspicabile, sul piano della depurazione».

Fiorita: «Decisa inversione di rotta rispetto al passato»

Il sindaco Nicola Fiorita, dal canto suo, ha sottolineato il valore strategico della scelta compiuta, evidenziando il ruolo avuto dall’Amministrazione comunale nel promuovere una nuova impostazione progettuale: «Abbiamo promosso una decisa inversione di rotta rispetto al passato. A seguito delle recenti interlocuzioni a Roma tra l’assessore ai Lavori Pubblici Pasquale Squillace, il coordinatore dell’area tecnica Giovanni Lagana’ e la Struttura Commissariale, promosse con il prezioso supporto dell’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, è stato archiviato il vecchio modello incentrato sulla realizzazione di un unico e grande depuratore decentrato».

Il nuovo modello per una città policentrica

Per il sindaco, «quella scelta non rispondeva pienamente alle esigenze del capoluogo di regione e rischiava di non tenere nella giusta considerazione le caratteristiche urbanistiche di una città policentrica con grandi distanze e quindi importanti e costose condotte di collettamento. Abbiamo invece lavorato per costruire una soluzione più moderna, sostenibile e funzionale, capace di coniugare la tutela dell’ambiente con quella del territorio e con le esigenze dei cittadini».

L’obiettivo: completare il sistema depurativo e riqualificare il quartiere marinaro

«Il nuovo sistema articolato sui poli del Corace e del Castace (distanti dai centri abitati e dagli uffici) rappresenta esattamente questa nuova visione – ha concluso il sindaco –. È un risultato importante, frutto della collaborazione tra Comune, Struttura Commissariale e Regione, che consente finalmente di guardare al completamento del sistema depurativo con una prospettiva concreta. L’obiettivo è duplice: risolvere definitivamente una criticità che Catanzaro si trascina da decenni e, al tempo stesso, restituire al quartiere marinaro e all’intera città nuove opportunità di riqualificazione e sviluppo».

Tags: Catanzarocomune catanzarodaffinadepurazione catanzarofiorita
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