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Home ECONOMIA

Caro energia, il presidente di Confindustria Vibo Valentia: «Costretto a ridurre la produzione»

L'imprenditore Rocco Colacchio ha anche un marchio di pasta artigianale: «Siamo un'azienda energivora. I costi sono diventati insostenibili»

Di Redazione
26 Marzo 2026
In ECONOMIA
Rocco Colacchio, presidente di Confindustria Vibo Valentia
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L’impennata dei costi energetici continua a mettere in difficoltà le imprese della Calabria. A lanciare l’allarme è Rocco Colacchio, imprenditore e titolare di un pastificio con sede a San Costantino Calabro, in provincia di Vibo Valentia. C’è di più, perché Colacchio è presidente provinciale di Confindustria, ed è costretto a ridurre drasticamente la produzione a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia.

Produzione dimezzata per far fronte ai costi

«Già la scorsa settimana ho dovuto rallentare la produzione e la prossima sarò nuovamente costretto a ridurla producendo al 50%». L’azienda del presidente di Confindustria, specializzata in prodotti da forno, produce circa 20mila confezioni al giorno e realizza metà del proprio fatturato attraverso l’export, con mercati attivi in Paesi come Australia, Canada, Stati Uniti, Germania, Belgio, Olanda e Inghilterra. Nonostante il conflitto nel Medio Oriente non abbia inciso direttamente sulle esportazioni, ha però avuto effetti pesanti sull’approvvigionamento energetico.

Energia e materie prime: rincari insostenibili

«Siamo un’azienda energivora – spiega Colacchio – oltre all’energia elettrica, usiamo il metano per il riscaldamento dei forni e degli essiccatori della pasta. Nelle ultime settimane abbiamo registrato un incremento dei costi di circa il 45% per energia. Inoltre, i fornitori di materie prime e imballaggi ci hanno già anticipato un aumento dei prezzi tra il 10 e il 15% ad aprile. Si capisce bene che ciò comporterebbe l’aumento del prezzo di un pacco di pasta di circa 15-20 punti, rincari che il mercato non può assorbire. Ciò che più preoccupa è questo clima di incertezza: non si capisce se questa guerra continuerà o quando finirà. Abbiamo timore anche ad acquistare materie prime e per questo lavoriamo a singhiozzo».

Dipendenti e organizzazione del lavoro

«Ho già avvisato i dipendenti – riferisce l’imprenditore e presidente di Confindustria – che saranno impiegati in altre attività per non farli restare a casa. Anche loro devono fare i conti con l’inflazione e il caro carburante». Una scelta che punta a salvaguardare l’occupazione, nonostante le difficoltà produttive.

Appello all’Europa: servono interventi strutturali

Riguardo alle possibili misure per contrastare il caro energia, Rocco Colacchio sottolinea la necessità di interventi su scala più ampia: «Il problema intanto è europeo. Da anni dico che sarebbe necessario introdurre un prezzo unico europeo. L’Italia ha i prezzi per l’energia più alti d’Europa, quindi non siamo competitivi. E poi i ristori. In passato la Regione li ha già previsti per i maggiori costi dell’energia. Quindi, ristori o provvedimenti a livello europeo, altrimenti non ne usciamo».

Il caso del pastificio vibonese rappresenta un esempio concreto delle difficoltà che stanno attraversando molte aziende energivore. Tra aumento dei costi, incertezza internazionale e margini sempre più ridotti, il rischio è quello di un rallentamento produttivo diffuso con possibili ricadute sull’occupazione e sull’intero sistema economico regionale.

Tags: ConfindustriaRocco ColacchioVibo Valentia
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