Una favola antica, una tragedia contemporanea; qualcuno ha descritto così, la nuova creazione letteraria della scrittrice e poeta Antonella Daffinoti. Infatti, dopo la pubblicazione del libro “Presenze”, l’autrice vibonese propone un’ulteriore opera che coinvolge il lettore e che trova ispirazione nell’analisi empatica di tanti aspetti umani e sociali. Il libro, finito di stampare nel mese di ottobre, si intitola “Il narciso e la farfalla” ed è edito dalla casa editrice Protos Edizioni.
Come si legge in una nota, «Antonella Daffinoti conduce il lettore in un racconto che, pur abbracciando le delicate sfumature della fiaba e del romanticismo, si immerge con coraggio nelle acque torbide della psiche umana, esplorando temi complessi come la possessività, la violenza psicologica e la ricerca della libertà individuale. La sua prosa è intrisa di lirismo e sensibilità, cattura lo stesso lettore in un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà, popolata da simboli archetipici e che fungono da fili conduttori, in un labirinto di emozioni e di intuizioni».
In copertina il talento artistico del figlio Alex
Anche stavolta, esattamente come è accaduto per il volume “Presenze”, la copertina del libro è arricchita da un disegno che porta la firma di Alex Morabito, figlio dell’autrice.
Dando voce alla sua passione per l’arte e al messaggio che si collega al contenuto del libro, Alex dichiara alla nostra testata: «Ho intrapreso il cammino universitario in design del prodotto industriale che a breve mi porterà alla laurea, e ho avuto anche il piacere di approfondire grandi personaggi del disegno / design come Kandinsky o Banksy, i quali hanno fatto della comunicazione visiva un punto cruciale delle loro opere, avvalendosi del fatto che essa agisce principalmente su un livello che riguarda l’emozionale; stimola una risposta sensorialeed affettiva nell’osservatore, trasformando l’immagine in linguaggio. L’intreccio dei due volti – spiega Alex – simboleggia fondamentalmente l’amore e l’unione di due anime, sullo sfondo di un occhio riflessivo di una donna immersa nei suoi più reconditi pensieri. Trasmettere qualcosa di profondo è alla base di tutto».
Un estratto della prefazione di Gianpiero Menniti
Fortemente connessa all’evoluzione narrativa dell’opera, è anche la prefazione del giornalista e scrittore Gianpiero Menniti. Quest’ultimo, elogiando l’essenza e l’umanità di Antonella Daffinoti, descrive il libro così: «Antonella Daffinoti, scrittrice e poetessa di valore, conduce il lettore in un racconto che, pur abbracciando le delicate sfumature della fiaba e anche del romanticismo, si immerge con coraggio nelle acque torbide della psiche umana, esplorando temi complessi come la possessività, la violenza psicologica e quella che è la ricerca della libertà individuale. La prosa della Daffinoti, intrisa di lirismo e sensibilità, cattura lo stesso lettore in un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà, popolata da simboli archetipici che fungono da fili conduttori, in un labirinto di emozioni e intuizioni».
L’ispirazione del libro e le parole dell’autrice
La scrittrice, che ha già all’attivo molte pubblicazioni letterarie, parla del suo libro e dichiara: «Ho scritto questo libro perché una storia vera mi ha attraversato l’anima. Non potevo ignorarla, non potevo lasciarla svanire nel silenzio. Era una storia fatta di sguardi mancati, di parole non dette, di trasformazioni interiori che meritavano voce. Il narciso e la farfalla non sono solo simboli: sono due anime che si sfiorano, si cercano, si sfidano. Il primo radicato nella sua immagine, la seconda fragile, ma libera. In loro ho visto il riflesso di tante vite, di tante donne e uomini che lottano tra ciò che sono e ciò che vorrebbero diventare. Scrivere è stato come respirare per me: un atto necessario, urgente, intimo. Questo libro non è solo mio, è di chiunque abbia amato, sofferto, cambiato. È un invito a guardarsi dentro, ma anche a spiccare il volo», sottolinea Antonella Daffinoti.





















