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Home CRONACA

Immigrazione clandestina in Calabria: decine di indagati

Matrimoni simulati, false locazioni e molto altro nell'indagine della Guardia di finanza. Coinvolti anche dei pubblici ufficiali

Di Redazione
2 Aprile 2026
In CRONACA
Una pattuglia della Guardia di finanza
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Si sono concluse le indagini preliminari su un articolato sistema illecito legato al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, emerso nel territorio di Lamezia Terme. L’inchiesta in Calabria, coordinata dalla Procura della Repubblica e condotta dalla Guardia di Finanza, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 61 persone.

Indagini e ipotesi di reato

L’avviso di conclusione delle indagini preliminari, notificato dai finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme, riguarda soggetti che, in concorso tra loro, si sarebbero resi responsabili di diverse violazioni del Testo unico sull’immigrazione.

Tra le principali ipotesi di reato contestate figurano il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, il falso ideologico in atto pubblico e la truffa. Nonché l’omessa denuncia da parte di pubblico ufficiale e l’indebita percezione del reddito di cittadinanza e di altre erogazioni pubbliche.

Come previsto dalla normativa vigente, si precisa che i provvedimenti adottati in questa fase non implicano responsabilità definitive. La posizione degli indagati sarà valutata nel corso del procedimento, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

False residenze e assunzioni fittizie

Secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stato messo in piedi un sistema organizzato basato su false attestazioni di residenza e fittizie assunzioni lavorative.

I gestori del meccanismo illecito, con la complicità di un pubblico ufficiale, avrebbero prodotto verbali falsi per consentire a cittadini extracomunitari di risultare residenti nel Comune di Lamezia Terme. Questo permetteva loro di ottenere l’iscrizione nei registri anagrafici e, in alcuni casi, di rinnovare il permesso di soggiorno.

Parallelamente, venivano predisposte false comunicazioni di assunzione e contratti di locazione inesistenti, regolarmente registrati presso l’Agenzia delle Entrate. Il tutto con l’obiettivo di simulare i requisiti necessari per la permanenza sul territorio italiano.

Coinvolti pubblici ufficiali e patronato

Le investigazioni hanno evidenziato anche il coinvolgimento di altri soggetti istituzionali. Un secondo dipendente pubblico risulterebbe indagato per un episodio di falso in un verbale di accertamento di residenza. Mentre un ulteriore pubblico ufficiale è accusato di rivelazione di segreto d’ufficio in relazione alle attività investigative svolte dalla Guardia di Finanza.

Alcuni indagati avrebbero inoltre organizzato fittizie assunzioni di lavoratori domestici e persino matrimoni simulati tra cittadini italiani, talvolta anche anziani, e giovani donne di nazionalità magrebina.

Nel corso delle indagini è stato individuato anche un patronato con sede a Lamezia Terme, gestito da soggetti formalmente disoccupati e percettori del reddito di cittadinanza. Avrebbero ottenuto guadagni illeciti chiedendo compensi a cittadini extracomunitari per la gestione delle pratiche irregolari.

A seguito degli accertamenti, per 55 persone è stata disposta la revoca del reddito di cittadinanza, ottenuto tramite false dichiarazioni relative alla residenza in Italia da almeno dieci anni. Dei 61 indagati complessivi, 47 sono cittadini extracomunitari, mentre i restanti 14 sono di nazionalità italiana.

Tags: Guardia di finanzaimmigrazione clandestina
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