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Riqualificazione del corso di Parghelia: “Italia Nostra” chiede di conoscere il progetto esecutivo

Richiesto al Comune un incontro pubblico con i cittadini, al fine di dare tutti i dettagli dell'idea progettuale

Di Redazione
14 Dicembre 2025
In TERRITORIO
Riqualificazione del corso di Parghelia: “Italia Nostra” chiede di conoscere il progetto esecutivo
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L’associazione “Italia Nostra Aps” – Sezione di Vibo Valentia, con apposita nota del presidente Alessandro Caruso Frezza, inviata al primo cittadino di Parghelia, Antonio Landro, e al responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, ha chiesto un incontro con tutta la popolazione della comunità turistica. Obiettivo del suddetto incontro, è rendere noto il progetto esecutivo, approvato e relativo alla riqualificazione del corso principale di Parghelia.

Nella nota, “Italia Nostra” ricorda i due incontri pubblici che si sono svolti a Parghelia, nelle date del 29 marzo e del 13 aprile 2025. Due incontri, questi, ampiamente partecipati e che hanno avuto un grande eco sulla stampa, in relazione al progetto di riqualificazione del corso principale e di alcune vie verso il mare.

In quel contesto, in particolare, il sodalizio evidenziò che la progettazione (commissionata ad uno studio di architettura di Roma) fosse accompagnata da direttive e da controllo da parte dell’amministrazione comunale.

Il riferimento alla conservazione dei materiali di valore storico

Tale richiesta, espressa da “Italia Nostra”, è stata espressa con una lodevole volontà; ovvero, quella di impedire che, soggetti estranei o ignari della storia di Parghelia, ideassero delle soluzioni non rispettose né del valore identitario né della memoria storica e culturale di Parghelia stessa, così come era già accaduto, purtroppo, in altre città vicine, come nella stessa Vibo Valentia, dove progettazioni svincolate dalla storia e dall’identità locale, hanno snaturato e cancellato luoghi identitari e centrali della città storica.

Il riferimento, in quegli incontri pubblici a Parghelia, fu, dunque, alla conservazione dei cordoli di granito, scalpellinati a mano dalle antiche maestranze locali con materiale lapideo, estratto dalle stesse cave di Parghelia e presente nei marciapiedi del corso principale, tenendo conto anche dell’orditura di raccordo delle vie laterali e delle stesse tipiche scalinate interne, anch’esse in granito.

«Di tutto ciò – si legge nella nota di “Italia Nostra” – se ne mise in evidenza l’alto valore, materiale ed anche immateriale, come beni culturali e, quindi, si invocò la necessità che tali beni venissero conservati, cioè né rimossi, né distrutti, né sminuiti o banalizzati nel loro valore testimoniale storico, come invece appariva avessero già proposto, in prima battuta, i progettisti romani».

Evidenziata la luminosità cromatica degli antichi cordoli di granito

«Fu anche messa in evidenza – spiega il presidente Caruso Frezza – l’unicità di quei cordoli di granito, capaci con le loro dimensioni di dare maestosità scenica urbanistica e con i loro colori, spazianti dal rosato al giallo-ocra, effetti di pregevole luminosità cromatica, ciò al fine di scongiurare, nella scelta della nuova pavimentazione, sia l’eliminazione di quei cordoli che l’uso delle mattonelle di basalto nero o di pietra lavica di taglio industriale; ovvero l’uso di materiali ultronei (per consistenza, tipo e resa cromatica) come il porfido, rispetto alla storia del granito luminoso di Parghelia. Si ricordò, infatti, che la lavorazione del granito in Parghelia – si legge sempre nella nota – risaliva all’epoca romana imperiale, cioè al I-III sec., come testimoniato dalla cava in località Spoleto e dalle numerose colonne romane adagiate sui fondali marini antistanti».

Le sfumature della Chiesa della Madonna di Portosalvo come parametro per i lavori di progettazione

L’associazione “Italia Nostra”, inoltre, aveva rilevato un elemento di ispirazione per l’intera progettazione della pavimentazione. Nel dettaglio, il suggerimento era relativo alla facciata della Chiesa della Madonna di Portosalvo, (uno dei pochi edifici identitari e monumentali, sopravvissuti al terremoto), e alle calde sfumature cromatiche della sua facciata (il giallo tenue della pietra tufacea o della pietra arenaria).

Tutto ciò, secondo l’associazione, avrebbe potuto assurgere a parametro per la scelta delle stesse tonalità cromatiche della pavimentazione di nuova progettazione. Si ricordarono, inoltre, le immagini dell’antica pavimentazione di Parghelia con pietre di granito ad opus incertume dalle tonalità luminose del giallo-ocra e del rosato, al fine di indirizzare la scelta del taglio, della forma o del colore del granito da usare.

«Tuttavia- dichiara Alessandro Caruso Frezza -nonostante la particolare attenzione prestata dal sindaco Antonio Landro, da tutti i consiglieri comunali e dagli stessi responsabili degli uffici tecnici comunali, a quelle indicazioni e all’esigenza di creare una progettazione massimamente rispettosa delle storiche pavimentazioni e colorazioni dell’antica Parghelia, poi nulla si è più saputo».

Le domande rivolte all’ente comunale e ancora senza risposta

Italia Nostra rivolge delle domande direttamente all’amministrazione comunale di Parghelia ed afferma: «Rimarranno gli antichi cordoli e le antiche relative caditoie in granito, lungo tutti i marciapiedi del corso principale, oppure no? Rimarranno gli stessi storici marciapiedi del corso e delle vie laterali, distinti per quota dal piano carrabile oppure no? È stato escluso l’impiego delle nere mattonelle di basalto oppure no? È stato escluso l’uso di materiali che nulla hanno a che fare con il granito di Parghelia oppure no? Le geometrie o i disegni della pavimentazione riprodurranno l’opus incertumdel granito dell’antica Parghelia oppure no? La scelta delle tonalità cromatiche del granito – aggiungono – darà luminosità e coordinamento cromatico con la Chiesa della Madonna di Portosalvo oppure no? La progettazione effettuata ha rispettato la storia e la identità di Parghelia oppure no?».

La richiesta aggiuntiva di un incontro pubblico

«È per questa ragione – dichiara in conclusione Alessandro Caruso Frezza – che “Italia Nostra” ha formulato la richiesta di cui sopra, confidando che sia esaudita e che il progetto esecutivo venga reso pubblicamente noto, anche tramite un apposito incontro pubblico con i cittadini, ciò prima che venga fatto oggetto di gara di appalto, in modo da poter essere “aggiustato”, qualora eventualmente non rispettoso delle esigenze di cui sopra. Alla nota suddetta – scrive il presidente di “Italia Nostra”- è stata poi allegata un’esemplificazione per immagini della pregevolezza e dell’unicità del “granito luminoso” di Parghelia, messo a confronto con gli effetti cupi e di nero/grigio, diffusi propri del basalto o dello stesso granito di tutto il resto del mondo».

Tags: Alessandro Caruso FrezzaComune di PargheliaItalia Nostra
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