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Home SCUOLA E UNIVERSITÀ

Scuola, la Manovra rischia di tagliare quasi 300 posti in Calabria

Secondo le stime della Uil Scuola Calabria, la riduzione degli organici potrebbe scattare da settembre 2027. Coinvolte tutte le province

Di Redazione
2 Novembre 2026
In SCUOLA E UNIVERSITÀ
Gli studenti a scuola in classe

La Calabria rischia di perdere quasi 300 posti di lavoro nella scuola a partire da settembre 2027, per effetto dei nuovi tagli agli organici previsti dalla Manovra. La stima è della Uil Scuola Calabria, che, analizzando i numeri della Legge di bilancio, ipotizza una riduzione di circa 206 posti di docente e 86 di personale Ata nella regione.

Il provvedimento prevede a livello nazionale una diminuzione di 4.925 posti di insegnante e 2.049 di personale amministrativo, tecnico e ausiliario a partire dall’anno scolastico 2027/2028. Una riduzione che, secondo il sindacato, si sommerebbe ai tagli già programmati negli anni precedenti.

Scuola, in tre anni quasi 15mila posti in meno in Italia

«La Manovra – osserva il sindacato – prevede la riduzione di 4.925 posti di docente e 2.049 posti di personale Ata a partire dall’anno scolastico 2027/2028: 6.974 posti in meno, che si aggiungono ai 5.660 docenti già tagliati dal 2025/2026 e ai 2.174 Ata in meno dal 2026/2027. In tre anni il sistema scolastico perderebbe complessivamente 14.808 posti, per un risparmio che a regime supera i 250 milioni di euro l’anno. La Calabria pesa oggi circa il 4,2% dei posti comuni docenti a livello nazionale: 25.764 su oltre 614mila. Applicando questa proporzione il nuovo taglio porterebbe via alle scuole calabresi circa 206 posti di docente e 86 di personale Ata: quasi 300 posti già dal settembre 2027».

Secondo Luca Scrivano, segretario generale della Uil Scuola Calabria, il bilancio complessivo dei tagli potrebbe essere ancora più pesante: «Se sommiamo i tagli degli ultimi tre anni la Calabria rischia di perdere oltre 600 posti». Scrivano, come riportato dall’Ansa definisce la stima «prudente», perché «la riduzione segue il calo degli iscritti e nelle regioni del Sud, come la nostra, il calo demografico è più marcato che altrove».

I tagli previsti provincia per provincia: a Vibo 19 docenti in meno

La riduzione degli organici, secondo la Uil Scuola Calabria, riguarderebbe l’intero territorio regionale. Nessuna provincia sarebbe esclusa. Questa la distribuzione stimata dei posti di docente in meno:

  • Cosenza: circa 73 posti;
  • Reggio Calabria: circa 56;
  • Catanzaro: circa 38;
  • Crotone: circa 20;
  • Vibo Valentia: circa 19.

«Nessuna provincia – prosegue – sarebbe risparmiata. Secondo la stessa proporzione i posti di docente in meno sarebbero circa 73 nella provincia di Cosenza, 56 in quella di Reggio Calabria, 38 a Catanzaro, 20 a Crotone e 19 a Vibo Valentia».

Il sindacato avverte che le conseguenze non riguarderebbero soltanto il personale, ma anche l’organizzazione degli istituti e la presenza della scuola nei territori più fragili. «Dietro questi numeri – spiega Scrivano – ci sono classi accorpate, plessi a rischio nelle aree interne, pluriclassi che si allargano e comunità che perdono un presidio dello Stato».

Personale Ata, la denuncia della Uil: «Già sotto organico»

Particolare preoccupazione viene espressa per il personale Ata, composto da lavoratori amministrativi, tecnici e ausiliari. Secondo il sindacato, gli istituti calabresi devono già fare i conti con organici insufficienti e difficoltà nella copertura dei posti vacanti.

«Il nodo – evidenzia il sindacato – riguarda in modo particolare il personale Ata. Le nostre segreterie e i nostri collaboratori scolastici lavorano già sotto organico. Quest’anno, a fronte di 403 posti Ata vacanti in Calabria, sono state autorizzate solo 137 immissioni in ruolo: appena un terzo. Tagliare ancora significa scaricare sul personale rimasto carichi di lavoro insostenibili, in edifici spesso distribuiti su più plessi e su territori difficili da raggiungere».

Uil Scuola: «La denatalità deve diventare un’occasione»

Per la Uil Scuola Calabria, il calo demografico non dovrebbe essere utilizzato come giustificazione per ridurre le risorse destinate all’istruzione. Al contrario, secondo il segretario generale Luca Scrivano, la diminuzione degli alunni potrebbe rappresentare un’opportunità per migliorare la qualità dell’offerta formativa.

«Meno alunni dovrebbero significare classi meno numerose, più tempo pieno in una regione che ne ha ancora troppo poco, più sostegno di qualità e più attenzione alla dispersione scolastica. – afferma – È la strada che chiedono le famiglie ed è la sola che può trattenere i giovani nel Mezzogiorno. Togliere risorse alla scuola calabrese vuol dire accettare che il Sud continui a svuotarsi».

L’appello ai parlamentari calabresi contro i tagli

La Uil Scuola Calabria chiede quindi «ai parlamentari calabresi di ogni schieramento di sostenere in Parlamento la soppressione dell’articolo 66 e di impegnarsi perché le risorse vengano destinate alla stabilizzazione del personale precario, alla copertura di tutti i posti vacanti, docenti e Ata, e al rafforzamento degli organici nelle aree interne».

La posizione del sindacato si chiude con un richiamo al ruolo della scuola nelle comunità calabresi: «La scuola è l’unica istituzione presente in ogni Comune della Calabria. Difenderla non è una battaglia di categoria, è una battaglia per il futuro di questa terra», conclude Scrivano.

Tags: CalabriaDocentiManovraPersonale ATA
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