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Teatro di Vibo, gestione ad Ama Calabria. Dall’associazione Altrove quesiti e interrogativi

Articolata e ampia riflessione da parte del sodalizio arrivato secondo nella graduatoria relativa alla selezione di una proposta artistica e organizzativa per la direzione della struttura

Di Redazione
23 Novembre 2025
In TERRITORIO
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Il nuovo teatro comunale di Vibo Valentia

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Resa nota la graduatoria relativa alla selezione di una proposta artistica ed organizzativa per il teatro comunale di Vibo Valentia, in merito alla stagione 2025/2026. Graduatoria predisposta dalla commissione giudicatrice del Comune di Vibo Valentia. Il primo operatore in graduatoria è risultato essere l’associazione AMA Calabria, realtà consolidata che dunque gestirà la stagione teatrale 2025-26. Ad Ama Calabria sono arrivati gli auguri del sodalizio “Altrove Cantiere Culturale”, nonché la disponibilità ad una collaborazione nell’ottica di eventi collaterali e di produzione.

L‘associazione Altrove Cantiere Culturale, in particolare, è arrivata seconda in graduatoria, segno che la proposta presentata «è stata ben valutata e che questa giovane realtà ha acquisito una giusta credibilità nonostante la sua scarsa anzianità». Nel ringraziare la commissione valutatrice e l’amministrazione comunale, per la solerzia e l’impegno nel voler procedere ad avviare i lavori del teatro, l’associazione ha colto l’occasione per proporre degli spunti di valutazione e di dialogo.

Veduta parziale dell’interno del nuovo teatro comunale

Valutazione delle esperienze pregresse

«Il primo punto della tabella valutativa di cui all’Avviso di manifestazione di interesse valuta le esperienze pregresse dell’ente, – si legge in una nota del sodalizio –  nella gestione di teatri e/o sale multifunzionali e/o realizzazione di programmazioni, rassegne o festival a carattere annuale. Valutazione necessaria ma che, a nostro Avviso, è svolta in maniera non efficace ai fini della selezione di un’ottima stagione per il pubblico. Operando nella sfera organizzativa di spettacolo, – viene sottolineato – è endemico costituire non solo enti ad hoc per la singola selezione, ma ingaggiare diverse professionalità esterne all’ente per la realizzazione del progetto che spesso presenta particolari sfide tecniche ed organizzative».

Veduta parziale dell’interno del nuovo teatro comunale

Unicità dell’offerta

«La valutazione di cui al punto 1 – sostengono –  diviene particolarmente importante quando ci poniamo come obiettivo una stagione nuova ed unica. A nostro parere, Vibo Valentia ha un’estrema necessità di costruire un’offerta culturale peculiare con l’obiettivo di porsi come luogo di cultura di riferimento per il contesto regionale. Ama Calabria, com’è giusto che sia, da operatore professionale e strutturato quale è, avanza la sua proposta ampliando la propria attività con un’altra sala in gestione. Da cittadini e spettatori quali siamo, noi di Altrove ragioniamo sulla possibilità che la programmazione del Teatro Comunale di Vibo Valentia possa essere omologata a quella delle altre sale gestite dallo stesso soggetto, per altro molto vicine. Naturalmente – si legge sempre nella nota stampa – nulla da eccepire dal punto di vista imprenditoriale, ma la commissione che assegna ad Altrove il massimo punteggio per tutti i parametri, riguardanti la proposta artistica e dimostra di entrare nel merito della programmazione, come può non aver tenuto in considerazione questa evenienza?».

L’esigenza di affidare al teatro di Vibo Valentia una realtà nuova

I componenti di Altrove, inoltre, chiedono: «Non sarebbe stato più lungimirante diversificare: lasciare ad un soggetto consolidato il ruolo di presidio regionale su Lamezia Terme e su Catanzaro, e affidare a Vibo Valentia una realtà nuova, in grado di proporre linguaggi, artisti e percorsi differenti?  Una città che ha sofferto a lungo di marginalità, dovrebbe moltiplicare i centri di produzione, non concentrare gestione e direzione artistica in pochissimi soggetti, per di più già forti e strutturati. Intendiamoci, i ragionamenti di economia di scala esistono anche in teatro. Dunque, è legittimo che Ama Calabria possa optare per questo tipo di approccio che, ripetiamo, è solo uno dei possibili scenari»


Il teatro come centro culturale per tutti

L’associazione Altrove auspica anche una maggiore condivisione della sala teatrale e, in tal senso, dichiara: «Usufruire di una sala teatrale così ben realizzata può e deve essere, a nostro parere, una possibilità da garantire a diverse realtà culturali ed imprenditoriali locali e, sebbene l’avviso specifichi che l’amministrazione comunale riservi per sé e per altri l’utilizzo della sala, sappiamo che è prassi che il numero di giornate disponibili venga stabilito in accordo con il gestore. Questo significa che alcune realtà, come è normale che sia, useranno la sala, corrispondendo una somma per l’affitto che sarà fuori dal campo di applicazione dell’articolo, relativo alle giornate riservate al Comune. In che modo un soggetto già gestore della sala teatro più prossima, potrà adottare una politica di prezzo favorevole per queste realtà?», chiedono espressamente i referenti del sodalizio Altrove.

La prossimità dell’offerta culturale

«Non rivendichiamo un diritto di prelazione – si precisa nella nota –  perché siamo vibonesi, ma crediamo che, in una città che prova a ricostruire una propria identità culturale, premiare chi ha scelto di investire qui, da qui, su questo pubblico, non fosse un dettaglio marginale. Riteniamo che una proposta come quella di Altrove, che riesce a raccogliere maestranze e volontari quasi tutti under 30 e vibonesi, possa rappresentare un deciso primo passo verso l’accrescimento dei curriculum di giovani professionisti e anche un segnale importante in controtendenza alla continua fuga di giovani dalla provincia».

La richiesta dei criteri di valutazione della proposta del sodalizio

L’associazione, mettendo in evidenza la validità del proprio operato, afferma poi: «Tra l’altro, come già trattato, l’associazione Altrove risulta essere tra i soggetti con minore esperienza, secondo la commissione, ma ci preme far notare che proprio questo gruppo di scarsa anzianità ha elaborato la migliore proposta. Ciò evidenzia la necessaria capacità di relazionarsi con alcuni tra i maggiori operatori teatrali italiani, esprimendo una giusta credibilità. Una giovane realtà vibonese può, dunque, sedersi al tavolo delle trattative e testimoniare che una nuova generazione di vibonesi può fare concretamente la differenza. Alla luce dell’assenza, in avviso, di un criterio di assegnazione del punteggio chiediamo: Quale peso è stato dato alla qualità e funzione culturale dell’operato di Altrove?».

Piccola stagione, grandi opportunità

«Continuando sul concetto appena esposto, – viene sottolineato – il carattere di provvisorietà del provvedimento di assegnazione avrebbe potuto costituire l’habitat ideale per accrescere l’esperienzadi operatori cittadini che si scontrano costantemente con i limiti di una città povera di spazi di spettacolo. I sei mesi di assegnazione avrebbero potuto essere l’occasione ideale per mettere alla prova realtà più piccole, permettendo loro di crescere, strutturarsi, sperimentare mentre, la gestione triennale (nuovo bando?), più complessa e impegnativa, è il terreno naturale su cui misurare strutture già consolidate e con forte capacità organizzativa, come Ama Calabria».

L’auspicio che il teatro di Vibo diventi un vero motore di comunità

«In altre parole, – dichiara il direttivo di Altrove – perché utilizzare una procedura breve e transitoria per rafforzare ulteriormente chi è già forte, invece di usarla come strumento di crescita dell’ecosistema locale? In conclusione, come Altrove Cantiere Culturale sentiamo il dovere di porre queste questioni non per rivendicare un torto subito, ma per contribuire ad una riflessione collettiva su che cosa debba diventare il Teatro Comunale di Vibo Valentia: un semplice contenitore di spettacoli o un vero motore di comunità, capace di generare lavoro, crescita e nuove opportunità per il territorio? Se vogliamo davvero che il nuovo teatro sia un’occasione di svolta per Vibo Valentia, è necessario che le scelte compiute oggi non si limitino ad essere formalmente corrette, ma siano anche politicamente lungimiranti e socialmente generative».

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