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Home MUSICA E SPETTACOLO

Trattenere i giovani in Calabria con la musica La lezione di Andrea Brissa

Dopo A.Gi. Mus a Catanzaro, avviato un progetto a Vibo per valorizzare i musicisti

Di Davide Mirabello
2 Giugno 2024
In MUSICA E SPETTACOLO
Trattenere i giovani in Calabria con la musica La lezione di Andrea Brissa

Andrea Brissa

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Da Vibo fino alla ribalta internazionale e poi ritorno. Il percorso di Andrea Brissa ha tracciato una linea circolare, portandolo fuori dal proprio territorio, per poi farlo ritornare per seminare e far germogliare dei frutti. In questo modo un musicista che è stato capace di ottenere anche riconoscimenti internazionali (come l’International Double Bass Quarantine Challange dello J.M. Sperger Competition) ha deciso di mettere a disposizione il proprio sapere per dare vita a progetti musicali e culturali in Calabria, aprendo la sezione A.Gi.Mus. Di Catanzaro e, di recente, quella di Vibo Valentia. Abbiamo intervistato il musicista e maestro Andrea Brissa, cercando di scavare a fondo in questa sua passione per la musica e attenzione per il territorio. 

Come ha origine il suo percorso musicale?

«Ho intrapreso i miei studi attraverso il conservatorio per poi specializzarmi sia nella musica classica che nel jazz attraverso lo strumento del contrabbasso. Questi sono i generi che prediligo maggiormente. La musica diventa un mestiere ma nasce per passione, e resta passione tutt’ora, è un motore che mi dà impulso ogni giorno. Non può essere considerato un semplice lavoro. Chi si occupa di arte deve essere mosso dalla passione e deve essere in grado di trasmetterla agli altri». 

Il vertice del suo percorso formativo lo ha toccato fuori dalla Calabria, giusto? 

«Sì, l’apice del mio percorso di studi l’ho toccato a Cremona, presso l’Accademia Stauffer. L’ho frequentata per oltre sei anni, e questo mi ha permesso di comprendere a pieno ciò che vuol dire operare nell’eccellenza musicale».

Dopo aver concluso i suoi studi, piuttosto che intraprendere una carriera fuori dalla Calabria, ha preferito restare sul territorio. Quali ragione l’hanno spinta a prendere questa decisione? 

«La mia idea è quella di sviluppare al Sud un’eccellenza che manca. Sogno di poter creare qualcosa nella mia regione». 

E da qui nasce l’iniziativa che l’ha portata a creare l’A.Gi.Mus di Catanzaro?

«Ho sentito l’esigenza di promuovere la cultura attraverso i giovani del territorio. Negli ultimi anni a Catanzaro abbiamo sviluppato delle stagioni concertistiche che hanno dato voce e visibilità a giovani che nel corso del tempo hanno dimostrato il proprio valore vincendo concorsi nazionali ed internazionali. Inoltre, attraverso il nostro modo di sviluppare eventi, i giovani si ritrovano catapultati in una stagione concertistica in cui sono presenti anche artisti affermati». 

Il modello vincente dell’A.Gi.Mus di Catanzaro si può replicare anche su Vibo? 

«L’idea è quella di rendere la città un posto appetibile per artisti in cerca di affermazione e visibilità. Nel territorio ci sono le risorse umane, occorre però valorizzarle nel giusto modo». 

Una regione come la Calabria che vive un lento ed inesorabile spopolamento, soprattutto a causa dell’emigrazione giovanile, può trovare nella cultura un punto di svolta e ripartenza? 

«Il lavoro della cultura richiede tempo, ma lavorando sodo e con impegno si possono ottenere grandi risultati capaci di valorizzare i giovani musicisti ma anche l’intero territorio. Bisogna fare sinergia con chi opera nel territorio per far crescere l’importanza e l’impatto della cultura. In questo modo si potranno ottenere benefici per tutta la Calabria».

Lei alterna all’attività di musicista e di direttore creativo anche quella di insegnante. Cosa rappresenta l’insegnamento per il suo percorso? 

«L’insegnamento della musica è un qualcosa di non semplice, si può essere dei grandi musicisti ma, allo stesso tempo, incapaci di insegnare. Ogni individuo che vuole imparare musica è un metodo a sé, ed un buon maestro deve farlo esprimere sulla base delle proprie conoscenze. Ciò che ho maturato nel mio percorso è frutto dello studio e del confronto con i colleghi. Tutto ciò mi ha aiutato a sviluppare una didattica su misura». 

Di recente ha pubblicato un libro sulla tecnica del contrabbasso. 

«Questo lavoro è stato condiviso con il collega Riccardo Baiocco, e racchiude una piccola parte di un’idea musicale più ampia, sviluppata sulla base del percorso di studi fatti». 

Lei è riuscito a ottenere un riconoscimento internazionale grazie ad un progetto sul web che ha condiviso assieme ad altri musicisti. Com’è nata l’idea di realizzare delle performance musicali da condividere sui social? 

«Durante la pandemia io, Riccardo Baiocco e Giuseppe Donato abbiamo creato dei video a distanza, e li abbiamo condivisi attraverso il canale YouTube ed il profilo Instagram B&B Production. Avevamo tempo a disposizione ed abbiamo deciso di unirci a distanza sotto il segno della musica. Suonando contrabbasso e pianoforte abbiamo omaggiato grandi musicisti con brani della storia della musica».

Un’idea nata per condividere la musica in un momento in cui le performance live erano impossibili da eseguire vi ha portato a ottenere l’attenzione dei massimi vertici internazionali della musica classica. 

«Il risultato del nostro lavoro ci ha portato nel 2020, in pieno Covid, a vincere l’International Double Bass Quarantine Challange, che aveva sostituito il prestigioso concorso International Sperger Competition. A presiedere la giuria c’erano alcuni dei più grandi musicisti al mondo. Quando abbiamo fatto questi video li abbiamo realizzati senza pensare a ciò che sarebbe avvenuto, l’idea era quella di divertirci con la musica. I risultati ottenuti successivamente hanno fatto piacere e dato conferma del fatto che oltre la passione c’era la qualità». Cosa si augura per la sua attività musicale e per ciò che sta facendo sul territorio calabrese e vibonese? «Mi auspico di poter crescere sempre di più sia personalmente che con il territorio». 

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