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Home CRONACA

Truffa da milioni di euro sui “bonus edilizi” in Calabria: scoperta un’associazione

Individuato dalla Guardia di Finanza un sistema fraudolento del quale facevano parte quattro società e che ha consentito di creare artificiosamente milioni di crediti fittizi

Di Redazione
4 Agosto 2025
In CRONACA
Costa degli Dei. La Finanza di Tropea scopre 87 lavoratori irregolari e oltre 730mila euro di contributi non versati
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Il comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria ha disvelato un’associazione per delinquere, di cui è risultato promotore e regista un professionista di Palmi, finalizzata alla creazione e alla “monetizzazione” di crediti fiscali fittizi di ingente valore, sfruttando artatamente le agevolazioni riconosciute dalla normativa sui “bonus edilizi”.

L’architettura fraudolenta – della quale facevano parte quattro società con sede in Palmi, Fabriano (AN) e Roma – ha consentito di creare artificiosamente oltre 4,6 milioni di crediti fittizi, buona parte dei quali messi in circolazione e in parte utilizzati, comportando un danno particolarmente significativo per le casse erariali dell’amministrazione finanziaria. L’operazione, che è stata condotta dai militari della Compagnia di Palmi – sotto il coordinamento dalla Procura della Repubblica di Palmi, diretta da Emanuele Crescenti – trae origine da una mirata analisi operativa, supportata da specifiche risultanze informative raccolte nell’ambito del sistematico controllo del territorio espletato nell’hinterland di competenza, che ha consentito di individuare diverse società operanti nel settore edile che risultavano beneficiarie di rilevanti crediti tributari scaturiti dai citati “bonus edilizi”.

Queste ultime agevolazioni fiscali, nel tempo oggetto di rimodulazione normativa, erano state introdotte per sostenere le imprese edili mediante il riconoscimento di appositi crediti d’imposta pari ad una percentuale legata alle spese sostenute nella realizzazione di opere edili. In sostanza, il soggetto privato “committente” beneficiava di un credito d’imposta calcolato, a seconda delle agevolazioni usufruite (“bonus facciate”, “superbonus 110” e “bonus ristrutturazioni”), sull’importo dei lavori commissionati. Lo stesso cedeva il credito maturato all’impresa esecutrice dei lavori, al fine di scontare l’importo dovuto per i lavori commissionati. La società appaltatrice, a sua volta, trasferiva i suddetti crediti ulteriormente ad altri soggetti, per la contestuale “monetizzazione”.

Numerose le commesse non portate a termine o non avviate

In particolare, l’attività d’indagine permetteva di rilevare – allo stato del procedimento in essere e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità – come gli indagati avessero ricevuto numerose commesse per l’esecuzione di lavori edili in varie aree geografiche del territorio nazionale, non portati a termine o neanche avviati, a fronte dei quali avevano acquisito crediti d’imposta (in realtà, indebitamente sorti e mai maturati) per un valore complessivo di 4.623.313 euro che, attraverso lo strumento della cessione del credito, i numerosi committenti avevano trasferito nei cassetti fiscali delle predette imprese coinvolte.

Sequestro preventivo d’urgenza delle quattro società coinvolte

Il grave quadro indiziario acquisito permetteva anche di avviare mirate attività d’intercettazione telefonica nei confronti degli indagati, che consentivano di far emergere il sistematico tentativo degli associati di ostacolare le indagini, allarmati dai clienti convocati in diverse parti d’Italia per riferire in merito ai lavori commissionati.

Più nel dettaglio, i sodali discutevano telefonicamente, tra l’altro, delle risposte che i clienti avrebbero dovuto fornire agli investigatori e il promotore dell’associazione delittuosa, altresì, si è spinto anche a rilasciare un’intervista, su un noto programma di attualità a livello nazionale, cercando di creare, in tal modo, una sorta di “schermo mediatico” alle condotte fraudolente perpetrate. In conseguenza di tali condotte, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi emetteva un decreto di sequestro preventivo d’urgenza, a firma del procuratore aggiunto Santo Melidona, delle 4 società coinvolte, poi affidate ad un amministratore giudiziario, dei crediti fiscali fittizi e delle disponibilità economiche degli indagati. Il valore complessivo dei sequestri effettuati, tra conti correnti, crediti fiscali, beni mobili ed immobili, ammonta a un valore di 5.678.028 euro.

Uno dei soggetti economici coinvolti ha già richiesto e ottenuto il patteggiamento

A conferma della concreta fondatezza dell’istruttoria investigativa svolta dalla Guardia di finanza, uno dei soggetti economici coinvolti nel sistema fraudolento ha già richiesto e ottenuto il patteggiamento della pena, con il conseguente definitivo versamento nelle casse dello Stato del profitto del reato e del valore della sanzione amministrativa prevista, per un valore complessivo di oltre 525 mila euro. Tenuto conto della gravità delle condotte e del complessivo quadro indiziario a carico degli indagati (con particolare riferimento al sistematico e più che attuale tentativo di inquinamento probatorio), infine, il gip di Palmi, anche alla luce delle dichiarazioni rese dagli investigati in sede di interrogatorio preventivo, ha disposto nei confronti dei tre associati la misura del divieto temporaneo di esercitare l’ufficio direttivo delle persone giuridiche e delle imprese per un periodo di 8 mesi nei confronti del “regista” dell’associazione e di 6 mesi nei confronti degli altri due soggetti coinvolti.

Tags: Bonus ediliziCronacaGuardia di finanza
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