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Home AMBIENTE

Vibo Valentia, Italia Nostra lancia l’allarme: «Abbattuti 34 alberi, quasi tutti secolari»

Il sodalizio sottolinea l’assenza di valide motivazioni per il taglio tra cui quella attribuita al ciclone Nils

Di Redazione
15 Febbraio 2026
In AMBIENTE
Vibo Valentia, Italia Nostra lancia l’allarme:  «Abbattuti 34 alberi, quasi tutti secolari»
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L’amministrazione comunale di Vibo Valentia, dal 2 novembre del 2024 fino ad a oggi, ha disposto l’eliminazione di almeno 34 alberi, secolari o quasi. Un dato, questo, evidenziato e segnalato dalla sezione vibonese del sodalizio “Italia Nostra” guidata dal presidente facente funzioni Alessandro Caruso Frezza.

«In ordine cronologico – dichiara il massimo responsabile del sodalizio – sono stati rimossi: un cedro del Libano secolare in piazza Municipio, cinque pini secolari su viale affaccio, un altro pino secolare in via Omero, ben tredici pini di circa 50 anni in piazza Salvemini (cioè piazzale Aldo Moro), altri cinque pini secolari in via Dante Alighieri».

«Qualche settimana dopo – si legge nell’elenco – ancora altri tre pini secolari sulla stessa via, appena ieri, 13 febbraio, ancora un altro pino secolare su via Dante Alighieri ed appena oggi, 14 febbraio, altri tre pini di almeno 70 anni su viale della Pace, nonché, ancora ieri, un albero di mimosa, non secolare ma comunque maestoso, proprio davanti al tribunale nuovo di Vibo Valentia».

Attribuita al ciclone Nils la causa degli ultimi abbattimenti

“Italia Nostra” sottolinea la mancanza di comprovati motivi per il taglio degli alberi. In merito a ciò, i soci della sezione vibonese affermano: «La colpa del taglio di ieri e di oggi dei quattropini, rispettivamente uno su via Dante Alighieri e tre su viale della Pace, è stata data a Nils, il ciclone Nils. Nulla sappiamo della mimosa dinanzi al nuovo tribunale di Vibo Valentia, ma nessuno dei predetti pini e della predetta mimosa, era caduto a terra, nonostante Nils e, prima ancora, nonostante Harry».

«Ma si è detto – scrive il presidente – che si erano inclinati, ma così lo erano da sempre inclinati. Nessuna prova, infatti e ad oggi, che ci fossero stati segni di scalzamento o di ribaltamento della zolla radicale o di repentino aumento della inclinazione. Le mattonelle rialzate di via Dante Alighieri, al colletto dell’albero abbattuto ieri, erano un effetto che risale a molti anni addietro, non segnale di ieri, di asserito ribaltamento della zolla radicale, ma mero effetto dell’avere messo cemento e mattonelle fino al colletto del tronco dell’albero».

Lo stesso dicasi per i «pini di Viale della Pace e per la mimosa: nessun movimento della terra ed un’inclinazione esistente da sempre, come mero adattamento della pianta alla direzione del vento, senza alcun pregiudizio per la sua stabilità. Trattasi quindi, quelli avvenuti ieri ed oggi, di abbattimenti per prudenza, per mera prudenza», specifica Caruso Frezza.

Non ridurre la copertura arborea per produrre benefici

«Ma “l’abbattimento per mera prudenza” – si legge nella nota di “Italia Nostra” – è proprio quello che il Regolamento Ue 2024/1999 vieta e anche quello che le metodiche scientifiche di controllo fitostatico pure non prescrivono. Ciò perché l’obiettivo è di salvare gli alberi maturi e non quello di tagliarli, mettendo, se necessario, in atto tutte le tecniche esistenti per rafforzarne la tenuta statica, prima che se ne decida per il taglio, perché il fine è quello di non ridurre la copertura arborea nelle città, ma di aumentarla per conservare tutti benefici che gli alberi apportano alla salute umana».

“Italia Nostra”, al tempo stesso, fa notare che «nessun dato di corretta e completa valutazione fitostatica, è mai stato reso conoscibile, spontaneamente, dalla dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Vibo e dallo stesso sindaco, pur questi firmatari di numerose ordinanze di abbattimento. Neanche l’assessore al Verde Urbano ha mai fatto sapere nulla di preciso e di puntuale al riguardo. Nello spazio destinato, per obbligo di legge, alle informazioni ambientali del sito “amministrazione trasparente” del Comune di Vibo Valentia, non c’è mai nulla, dopo ogni abbattimento di albero».

Il rischio di una città senza alberi secolari

«Eppure prima di Nils e di Harry, non vi era stato alcun altro ciclone»– dichiara il presidente Caruso Frezza. In più, lanciando un altro affondo alla giunta Romeo, scrivono: «A meno che non si vogliano usare i nomi degli agronomi incaricati o anche della dirigente dell’ufficio tecnico o del sindaco per dare il rispettivo nome a quei cicloni “silenziosi”, ma con taglio arboreo conseguenziale, che ci sono stati, uno per ognuno dei 34 alberi abbattuti. Ma non importa, adesso la colpa è solo di Nils!» – ribadiscono con un senso di triste ironia.

La sezione vibonese di “Italia Nostra” fa poi riferimento ad ulteriori tagli di alberi e afferma: «Se a ciò si aggiunge il taglio del bosco secolare di eucalipti (almeno 15 esemplari) di appena poche settimane fa, lungo la strada dell’ex cementificio fra Vibo Marina e Bivona, e, appena qualche mese prima, di un ficus secolare sul lungomare di Vibo Marina, tagli questi, tuttavia, operati da soggetti privati, si arriva a più di 50 alberi, quasi tutti secolari, tagliati in ambito urbano nell’arco di pochissimo tempo. Ma ancora una volta, la colpa è solo di Nils! E così gli alberi secolari nella nostra città sono o saranno tutti in via di veloce estinzione».

Il rischio, come sostengono i componenti dell’associazione, è che Vibo scenda ancora più a fondo nella lista delle città “più verdi” d’Europa, ritrovandosi senza alcuna copertura arborea di alberi secolari.

Tags: Italia NostraTaglio AlberiVibo Valentia
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