Un viaggio che parte dalla Sicilia e arriva fino al Congo, attraversando valori condivisi di pace, fratellanza tra i popoli e cultura della legalità. È questo il significato dell’iniziativa che ha visto la Società Dante Alighieri di Tropea ricevere i farmaci pediatrici raccolti dall’Associazione Don Pino Puglisi, in collaborazione con il Banco Farmaceutico e la Fondazione Francesca Rava, per destinarli alla Dante Alighieri di Kinshasa.
Un progetto che si ispira ai principi fondanti della Dante Alighieri e agli insegnamenti del suo segretario generale Alessandro Masi, trasformando un gesto solidale in un atto concreto di cooperazione internazionale.

La rete Dante diventa cooperazione riconosciuta
Alla consegna dei farmaci erano presenti i rappresentanti delle istituzioni coinvolte: don Salvatore Randazzo e Angela Morreale, presidente e vicepresidente dell’Associazione don Puglisi; Joseph Nzimbala Masumu, segretario della Dante di Kinshasa; Noella Nkiama, presidente della ONG Tsungana, che ha materialmente ritirato i medicinali destinati ai bambini e alle ragazze madri congolesi.
Un ruolo centrale è stato svolto da Titti Rando, presidente della Dante di Tropea, ideatrice e promotrice del gemellaggio tra i Comitati della rete Dante. Un percorso nato come scambio culturale, diventato prima progetto umanitario e poi cooperazione internazionale, ufficialmente riconosciuta dagli enti di governo italiano e congolese.

Contro mafie e criminalità, senza compromessi
Il filo conduttore dell’iniziativa è l’impegno condiviso contro ogni forma di criminalità organizzata, dalla mafia alla ’ndrangheta, fino a ogni espressione di illegalità.
«L’esperienza vissuta a Serradifalco, grazie all’accoglienza generosa di don Salvatore Randazzo, della sua comunità e dei giovani del servizio civile, ci ha profondamente toccato», racconta Titti Rando. «Abbiamo visto da vicino l’opera di un’associazione che lavora per il bene comune, sfidando apertamente la criminalità. Don Randazzo, pur essendo ipovedente, non si ferma mai: un esempio di coraggio che resta inciso nelle nostre anime».

Il fiore sulla tomba di don Puglisi
Uno dei momenti più intensi del viaggio è stato l’omaggio al beato Giuseppe Puglisi, nel Duomo di Palermo. «Deporre un fiore sulla sua tomba – prosegue Rando – ha sigillato un impegno comune che non ammette compromessi: opporsi alla mafia e a ogni forma di prepotenza richiede determinazione assoluta».
Un gesto simbolico che segna anche l’avvio delle attività del 2026, nel segno della cultura della legalità, definita come principio inderogabile degli ordinamenti giuridici nazionali e internazionali.

In primavera le giornate contro le mafie negli stadi
Il cammino prosegue. In primavera, la Società Dante Alighieri di Tropea e l’Associazione don Puglisi promuoveranno due giornate dedicate alla legalità e al contrasto delle mafie, che si svolgeranno all’interno di uno stadio calabrese e di uno siciliano.
Luoghi simbolici che diventeranno spazi di incontro per la difesa della libertà, della giustizia e del futuro delle nuove generazioni, insieme a migliaia di cittadini, adulti e giovani, uniti da un messaggio chiaro: dire no a ogni forma di violenza e prevaricazione.




















