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Home TERRITORIO

Italia Nostra dice No ai depositi costieri: «Né a Vibo Marina, né a Porto Salvo»

Caruso Frezza ha esposto «i rischi anche dell'impianto Eni al Pennello, definiti attraverso tre cerchi concentrici»

Di Redazione
17 Luglio 2025
In TERRITORIO
I depositi costieri a Vibo Marina della Meriodionale Petroli

I depositi costieri a Vibo Marina della Meridionale Petroli

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«È di ieri, 16 luglio, la notizia che la Meridionale Petroli intenderebbe rimanere a Vibo Marina, per altri vent’anni. È notizia, ricorrente da qualche mese ed ancora pure ieri riecheggiata, che l’amministrazione comunale non voglia che i depositi costieri rimangano a Vibo Marina, ma che li voglia “delocalizzare” nella frazione Porto Salvo, al più concedendo una proroga di un anno. Non è notizia che qualcuno abbia fatto cenno anche ai depositi Eni, in località Pennello di Vibo Marina, anch’essi impianti R.I.R., cioè a Rischio di Incidente Rilevante, perché, appunto, nessuno dell’amministrazione comunale vi ha mai fatto cenno in tutti questi mesi ed ancora ieri».

È la premessa fatta dall’avvocato Alessandro Caruso Frezza, referente del Movimento Italia Nostra, in merito al futuro della popolosa frazione costiera ed al dibattito delle ultime ore. «Ma ancor più grave è che nessuno – né da quando è stato eletto il sindaco Romeo, né da quando era in carica la sindaca Limardo, sebbene entrambi, in quanto sindaci ne avessero e, quanto all’attuale sindaco, ne abbiano ancora obbligo informativo nei confronti di noi tutti cittadini che abitiamo a Vibo Marina – abbia fatto cenno al fatto che ogni impianto R.I.R., quindi sia quello della Meridionale Petroli sia quello dell’ENI s.p.a., ovunque venga collocato, comporti che si abbiano tre cerchi concentrici intorno ad essi», ha asserito.

I rischi legati ai depositi costieri

«Nel primo cerchio, avente raggio di 200 ml, in caso di incidente (per esempio flash fire) il danno alle cose, alle persone e all’ambiente è sicuro, così com’è certa l’elevata mortalità per chiunque si trovi in quel raggio. Per quanto riguarda il secondo cerchio, avente raggio di 400 ml, gli impatti di danno sono pure certi, ma produrranno non la morte, ma solo lesioni irreversibili. Nel terzo cerchio, avente raggio di 800 ml, gli impatti saranno “di attenzione” ed i danni saranno reversibili. Ciò sta scritto e rappresentato graficamente nella Tavola n. 5 – Sistema Insediativo – Misure di mitigazione delle aree a rischio tecnologico di incidente rilevante, redatta nel marzo 2018 e facente parte del PSC di Vibo Valentia, approvato il 27 luglio 2020 ed attualmente vigente», ha continuato Caruso Frezza.

«Ed ancor prima quei tre cerchi concentrici sono descritti (tutti e tre) e rappresentati (solo i primi due cerchi) nei loro effetti letali o di danno nel Piano di Emergenza esterno redatto dal Prefetto di Vibo Valentia nell’anno 2017 e poi reso definitivo nel febbraio 2018 (sembra non più aggiornato, nonostante il termine di legge triennale). – ha asserito il referente di Italia Nostra – Tali tre cerchi, nel caso della Meridionale Petroli, coprono quasi il 50% di Vibo Marina, ma, attesa la vicinanza dell’impianto ENI e l’eventuale effetto domino, ben si può dire che i cerchi vengano ad interessare quasi il 70% di chi abita a Vibo Marina».

«No ai sacrifici da figli di un Dio minore»

«Se si tiene presente tutto ciò, nonché gli obblighi di dare informazione a chiunque si trovi nelle tre zone o nei tre cerchi dei rischi che sta correndo o di come dovrebbe comportarsi, se sentisse un determinato suono d’allarme, allora si comprende come sia stucchevole o ipocrita discettare di compatibilità con le attività turistiche dei depositi della Meridionale Petroli e dell’impianto Eni. Ovvero come sia sterile discettare del rilancio turistico e di tutela della salute e della sicurezza di Vibo Marina, qualora non ci si ponga anche il problema dei gravi impatti (ambientali, sulla salute umana e sulla sicurezza) dell’impianto ENI, perché “il Pennello” è anche ed ancora Vibo Marina», ha continuato.

«Rappresenta, invece, un pilatesco “sacrificio da figli di un Dio minore” quello di indicare Porto Salvo quale sede alternativa della Meridionale Petroli: i tre cerchi concentrici dovranno essere tracciati e fatti rispettare anche lì, con tutti i rischi che essi implicheranno per quei nostri concittadini. L’obiettivo dell’amministrazione comunale, se ha davvero a cuore la sorte di tutti i suoi cittadini e del piccolo e straordinario Cristian La Gamba, che proprio avantieri ha scritto una apposita lettera al sindaco sul disagio e sulla paura di vivere accanto all’Eni, deve essere, quindi, quello di eliminare quei tre cerchi concentrici da tutto il nostro territorio. Sebbene (ma qui è solo pura ironia) ciascuno di noi delle Marinate, in tutti questi anni, grazie ai predetti impianti, si sia riempito di denari (in lire ed in euro) da sfondarsi le tasche e da sentirsi come Paperon de’ Paperoni».

La chiosa finale

«Ecco perché la voce di noi cittadini e dei nostri amministratori pubblici deve essere corale e compatta per il “No”: né a Vibo Marina, né a Porto Salvo. Italia Nostra, sezione di Vibo Valentia, ha iniziato a fare, con questa sua prima odierna nota, la sua parte, come riconosciuto ente esponenziale di interessi collettivi diffusi», chiosa Caruso Frezza.

Tags: Depositi CostieriVibo Marina
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