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Home FOOD & WINE

L’oro rosso della resilienza: viaggio a Briatico, dove la Cipolla di Tropea sfida le ‘ndrine e nutre la speranza

Dalla terra vulcanica alla cooperativa Briatico Welfare: la storia di un'eccellenza biologica nata da fede, memoria e difesa della legalità

Di Carmensissi Malferà
10 Ottobre 2026
In FOOD & WINE
A Briatico coltivazione della cipolla rossa di Tropea

Gregorio Mantegna

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C’è un angolo di Calabria dove la terra non è soltanto suolo da coltivare, ma testimone silenziosa di millenni di storia e arena di un riscatto quotidiano. Lungo il tratto di costa Tirrenica tra le province di Vibo Valentia, Catanzaro e Cosenza nasce la Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP, affettuosamente battezzata “l’Oro Rosso di Calabria”, un’icona globale di dolcezza, passione e tradizione agricola. Prende il nome da Tropea per lo scalo ferroviario dal quale partivano per il nord Italia e per l’estero i grandi quantitativi di questo ortaggio, prodotto nell’entroterra nei paesi vicini.

Ma per comprendere fino in fondo l’anima di questa eccellenza, bisogna allontanarsi dai percorsi turistici e salire verso le colline di Briatico, nella frazione di San Costantino. È qui, sulle pendici del Monte Lapa, un antico vulcano spento i cui terreni sono resi fertili dalle sue ceneri millenarie, che batte il cuore più puro e coraggioso di questa storia.

La cooperativa sociale Briatico Welfare e la scelta Biologica

In questi luoghi ameni sorge l’unica produzione Biologica della Cipolla Rossa di Tropea IGP. A guidarla c’è Gregorio Mantegna, un uomo coraggioso e caparbio dal sorriso accogliente, dalle mani segnate dal lavoro nei campi e dagli occhi profondi di combattente. Per anni Gregorio ha lavorato come artigiano accanto al padre Domenico nella loro falegnameria di famiglia. Poi, la grande crisi economica del 2007 ha spazzato via tantissime piccole realtà artigianali in Italia ed Europa, costringendo anche loro a chiudere i battenti. Ma ogni crisi porta con sé il seme del cambiamento.

Le persone argute sanno trasformare una porta chiusa nella spinta per realizzare un sogno: quello che Gregorio custodiva nel cassetto fin da quando era bambino. Un sogno alimentato dagli anni trascorsi in campagna con il nonno Gregorio, da cui ha ereditato non solo il nome, ma l’amore viscerale per la terra, i segreti della coltivazione, la profonda etica del rispetto verso le piante e l’essere umano e una fede incrollabile in Dio. Crescendo, Gregorio ha sperimentato il valore della cooperazione e del servizio agli ultimi, principi rafforzati dall’incontro con i padri missionari Scalabriniani, punto di riferimento spirituale e umano per la gioventù locale briaticese.

Da questa sintesi di fede, memoria e riscatto è nata la Briatico Welfare, una cooperativa sociale di tipo B che offre lavoro e dignità a soggetti svantaggiati. Gregorio e i suoi soci hanno scelto di inserire la propria produzione in reti ecosolidali d’eccellenza, come il Progetto Sud di don Giacomo Panizza a Lamezia, SOS di Rosarno e il GOEL gruppo cooperativo di Gioiosa Ionica, distribuendo il raccolto a mense, parrocchie, gruppi d’acquisto solidali e famiglie associate.

Resistenza civile e tutela degli ecotipi antichi

La storia della Briatico Welfare non è soltanto una parabola di eccellenza agricola, è anche una pagina di resistenza civile. In una terra complessa come la Calabria, scegliere la trasparenza, l’onestà, il biologico e la solidarietà sociale significa entrare in rotta di collisione con i poteri criminali. Le ‘ndrine locali hanno cercato in ogni modo di soffocare questo sogno diventato realtà e speranza per molti.

Atti vandalici e manomissioni ai danni delle attrezzature e delle colture. Intimidazioni, minacce e furti diretti ai lavoratori e alle loro famiglie. Tentativi sistematici di creare “terra bruciata” attorno alla cooperativa per isolarla. Nonostante la paura e i sacrifici quotidiani, Gregorio e i suoi collaboratori non si sono piegati. Con la schiena a pezzi dal lavoro e le mani sporche di terra, hanno continuato a proteggere gli antichi ecotipi di questa cipolla che da oltre 4.000 anni rappresentano la vera “banca del seme” originaria della costa tirrenica. La loro storia raccontata anche da Linea Verde su Rai 1 e da altre emittenti nazionali e regionali, raccoglie tanto apprezzamento e Premi sia per qualità eccellente dei prodotti che per la loro lotta per la legalità.

I segreti della coltivazione di nicchia e le sfide di mercato

Mentre si passeggia tra i solchi dei campi, Gregorio racconta la realtà di una produzione d’élite, rigorosamente di nicchia: massimo 300 quintali di raccolto nelle annate migliori. Dei 20 ettari complessivi della proprietà, ne vengono coltivati 16, di cui solo 4 all’anno destinati alla cipolla per rispettare la rotazione dei terreni. Il loro mercato richiede principalmente la tipica cipolla secca da treccia, anche se loro ne producono di tutti i tipi.

Negli ultimi anni, con la riduzione dei nuclei familiari moderni, i volumi d’acquisto per singola famiglia si sono dimezzati, mentre il periodo di richiesta si è allungato notevolmente, creando difficoltà alla cooperativa perché non ha celle frigorifere per la conservazione.

Per le lavorazioni seguono rigorosamente il disciplinare IGP, utilizzando il mezzo tecnico solo per arare il campo (una prima volta ad agosto/settembre e poi la seconda a novembre), il resto della lavorazione qui avviene rigorosamente a mano, dalla semina nel vivaio in pieno campo, trapianto nel terreno, zappettatura, estrazione di erbacce, pulizia, e raccolta delle cipolle per farle essiccare per poi intrecciarle successivamente.

Le tre varietà stagionali e il fotoperiodo

La straordinarietà della Cipolla Rossa di Tropea IGP si fonda su un legame indissolubile con il territorio, scoperto nell’antichità quando i Fenici introdussero la prima varietà di Allium cepa L. nel Vibonese. La produzione segue il ritmo delle stagioni e delle ore di luce (fotoperiodo): La Primaticcia (Precoce), varietà brevidiurna (12 ore di luce), seminata ad agosto, dona i primi cipollotti a gennaio e i bulbi da conservazione ad aprile. La Medio-precoce (“Mezza Campana”) richiede 12–14 ore di luce, raccolta a maggio, viene essiccata al sole per due settimane prima dell’intreccio. La Tardiva (Briaticese), Longidiurna (16 ore di luce), si ingrossa a giugno con la tipica forma allungata a fuso, ideale per la conservazione prolungata.

Proprietà organolettiche e virtù nutrizionali

I terreni vulcanici e le brezze marine, con una conducibilità elettrica ideale stimolano la sintesi degli zuccheri e riducono i composti solforati, rendendo il bulbo tenero, dolce e digeribile. Certificata IGP dal 2008 e controllata dal CSQA, la Filiera coinvolge oggi quasi 30.000 tonnellate annue su 1.000 ettari. Dal punto di vista nutrizionale, l’Oro Rosso è un vero farmaco naturale con Quercetina ed Antociani, potenti antiossidanti cardioprotettivi e, metaboliti bioattivi aventi proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie, analgesiche, antipertensive, ipoglicemiche e immunoprotettive.

Consigli in cucina e come riconoscere l’originale

Ma come gustarla al meglio in cucina? Cruda è la regina incontrastata delle insalate estive e dei piatti freddi. Ma è sul fuoco che compie il suo prodigio più grande: caramellandosi rapidamente senza mai disfarsi completamente. Provatela sottoforma di confettura spalmata su crostini con un pecorino stagionato o un gorgonzola, oppure fritta, grigliata e persino frullata in un cremoso pesto con pomodorini datterini, basilico e pinoli tostati.

Come riconoscerla? Cercate sempre il marchio IGP per assicurarvi la vera origine calabrese. Al tatto deve risultare soda e compatta, con tuniche esterne asciutte, ben aderenti e dal colore lucente. La Cipolla Rossa di Tropea IGP non è solo un ingrediente: è una storia d’amore tra la terra, il mare e la tradizione popolare. Un morso di pura Calabria che lascia il segno.

L’eredità di un sogno: dignità, legalità e speranza

Si lascia San Costantino di Briatico con l’anima commossa e un profondo senso di gratitudine e speranza. I “supereroi” della nostra epoca non indossano mantelli e non volano: hanno la faccia stanca, ma sorridente di Gregorio, che accoglie i visitatori con gioia e con parole evangeliche e le mani sporche di terra. Mettendo in bocca questo ortaggio profumato, il sapore dolce ed essenziale ti riporta indietro nel tempo: a quel bambino che nei campi aiutava nonno Gregorio e nonna Anna Maria a piantare le cipolle o a legare le canne dei pomodori con semplicità e amore infinito.

Un sogno d’infanzia che gli altri hanno additato come “impossibile”, che oggi diventato realtà, garantisce lavoro onesto, tutela l’ambiente e porta sulle tavole di tutta Italia il sapore autentico della dignità, della legalità e della speranza di una Calabria buona, antica e bella di cui andare davvero orgogliosi.

Tags: BriaticoCipolla Rossa di Tropea
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