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Vibo Valentia, dal rito medievale al marketing territoriale: la Cuccìa accende la sfida tra i ristoratori

San Leoluca ispira il piatto identitario della città: adesioni in crescita, voto popolare e prime connessioni con il progetto “Città di tutte le Epoche”

Di Redazione
4 Marzo 2026
In SOCIETÀ
Una immagine panoramica di Vibo Valentia

Una immagine panoramica di Vibo Valentia

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Vibo Valentia riscopre la propria identità storica attraverso un piatto che affonda le radici nel X secolo, epoca in cui visse san Leoluca. La Cuccìa, dal greco kókkos (“chicco”), nasce come piatto rituale di grano bollito, legato alla devozione e alla sussistenza contadina.

Ben lontana dalla versione dolce contemporanea, la preparazione originaria era una zuppa di grano duro condita con olio d’oliva, miele o mosto cotto, in continuità con la tradizione bizantina dei kollyva. Accanto ad essa, sulle tavole medievali del territorio, trovavano spazio la pignata di fave e cicoria e i mostaccioli arcaici, testimonianze di una cultura gastronomica semplice ma profondamente simbolica.

Nasce “’A Cuccìa di San Leoluca”: il rito si fa piatto identitario

Da questa memoria millenaria prende forma il progetto “’A Cuccìa di San Leoluca”, promosso dall’Amministrazione comunale in occasione delle Giornate Leoluchiane. L’obiettivo è chiaro: trasformare un’antica preparazione in simbolo gastronomico della città, capace di unire fede, storia e innovazione.

I ristoratori vibonesi proporranno dunque una propria interpretazione della Cuccìa, in chiave tradizionale, salata o innovativa, coinvolgendo direttamente la cittadinanza attraverso un sistema di voto digitale. Le migliori creazioni saranno premiate con il “Leoluchino”, riconoscimento che celebra l’eccellenza culinaria e l’appartenenza territoriale.

Sempre più locali stanno aderendo con entusiasmo all’iniziativa, segno di una città che si riconosce in un progetto condiviso e che sceglie di fare della propria tradizione gastronomica un motore di crescita culturale e turistica.

Le prime tappe: tra tradizione e alta cucina

Il percorso ha preso avvio dal ristorante Terravecchia, dove la Cuccìa è stata declinata in tre visioni capaci di attraversare il tempo: dalla cottura lenta in terracotta che richiama le cucine contadine, fino a interpretazioni contemporanee fondate su contrasti di consistenze e ricerca estetica.

La seconda tappa, al ristorante VEIP, ha spinto la sfida verso una dimensione di alta tecnica gastronomica. L’uso della cottura a bassa temperatura, l’equilibrio tra grano, carni, ricotta e agrumi, e la cura nella costruzione del piatto hanno dimostrato come la tradizione possa diventare materia viva nelle mani degli chef.

Un progetto che guarda al futuro

Per quanto si legge in una nota, l’iniziativa rappresenta le prime “connessioni gastronomiche” con il più ampio progetto di marketing territoriale “Vibo Valentia la Città di tutte le Epoche”, un piano strategico che punta a valorizzare Vibo Valentia come crocevia di storia, cultura e innovazione.

La Cuccìa Leoluchiana non è soltanto un piatto, ma un racconto collettivo che unisce istituzioni, ristoratori e cittadini in un’unica visione: fare della memoria millenaria un elemento dinamico, capace di generare nuove opportunità e di rafforzare l’identità vibonese.

Il tour proseguirà nelle prossime settimane con nuove degustazioni e nuove interpretazioni, mentre il profumo del grano antico continua a intrecciarsi con quello di una città che riscopre se stessa attraverso il gusto.

Tags: cucciaSan Leolucavibo città di tutte le epoche
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