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Home RITRATTI

Fughe Organizzate a Vibo Valentia: quando la recitazione diventa scuola di teatro

Il direttore Francesco Malorzo racconta il percorso accademico cominciato nella città capoluogo nel 2017

Di Davide Mirabello
4 Agosto 2024
In RITRATTI
Fughe Organizzate a Vibo Valentia: quando la recitazione diventa scuola di teatro

Francesco Malorzo

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Nel 2017 è nata a Vibo Valentia la scuola di teatro Fughe Organizzate, creata da Francesco Malorzo, e che, fino ad oggi ha avuto come polo centrale il Sistema bibliotecario vibonese. Attualmente si tratta dell’unica proposta formativa e culturale di questo genere nella provincia, e di una tra le poche in Calabria. Negli anni decine di studenti hanno avuto l’opportunità di apprendere come approcciarsi al palcoscenico, ma non solo, grazie a Fughe Organizzate. La scuola ha anche proposto al pubblico vibonese decine di spettacoli che hanno segnato quasi sempre il tutto esaurito. Abbiamo intervistato il direttore della scuola Fughe Organizzate, Francesco Malorzo, per approfondire questa realtà, e scoprire cosa ha portato alla sua nascita.  

Com’è nata l’idea della scuola di teatro?

«Direi che è nata davanti ad un caffè. Io scrivo per il teatro, e confrontandomi con un alcuni amici ci siamo chiesti se fosse il caso di creare una scuola per far condividere questa passione a delle persone. Il passaggio successivo è stato quello di trovare un posto attrattivo per ospitarlo, e nacque così la collaborazione con il Sistema Bibliotecario Vibonese nel lontano 2017». 

Il percorso è stato più semplice o più difficile rispetto a ciò che immaginava?

«Non ho mai pensato al fatto che fosse un percorso semplice. Bisognava creare dal nulla qualcosa che non c’era. Abbiamo cercato di trovare le soluzioni migliori per le situazioni che si frapponevano. Non avrei mai potuto immaginare alcune cose, sia in termini positivi che negativi. Le cose positive, però, superano decisamente quelle negative».

La scuola com’è strutturata?

«Ospita tutte le discipline base che servono per la prima formazione teatrale. Qui si insegna recitazione, dizione, tecniche narrative, lettura espressiva, drammaturgia, movimento scenico. Sono tre anni di formazione base, e poi ci sono due anni di accademia con discipline diverse e che portano al conseguimento di un diploma. In più sono nati dei corsi di alta formazione successivi al diploma».

Da qualche anno avete inaugurato anche la sezione per bambini. Che obiettivi proponete?

«Permettiamo ai più piccoli di approcciarsi alle prime tecniche di recitazione, mettendo a disposizione del personale competente. Ai bambini si dà l’opportunità di concludere l’anno con un saggio che permette di fare loro il battesimo del palcoscenico attraverso un progetto: di recente hanno lavorato su Pinocchio, mentre lo scorso anno è stato fatto un lavoro attorno al Piccolo Principe». 

Siete una scuola privata, ma avete mai pensato di appoggiarvi anche alle istituzioni ed agli enti pubblici per crescere ulteriormente? 

«Se ci si regge sulle proprie gambe si è autonomi nelle scelte. Noi non abbiamo sussidi, i nostri introiti arrivano esclusivamente dalle quote degli studenti. Certo, vedremmo con piacere il supporto delle istituzioni». 

Fughe Organizzate propone una formazione basata sul supporto di docenti professionisti nel campo cinematografico, televisivo e teatrale. Quali sono i nomi che sono stati messi a disposizione degli studenti?

«I nostri insegnanti sono tutti attori professionisti, che hanno esperienza nel campo della fiction, cinema, serie televisive. Abbiamo Daniela Scarlatti che ha un’esperienza ultatrentennale: ha fatto Il Maresciallo Rocca, Doc, La Porta Rossa, e tanti altri progetti tra televisione e teatro; Davide Fasano è diplomato alla Silvio d’Amico; Il coreografo Mattia Di Napoli è diplomato alla London School. E ci sono diversi professionisti che, a rotazione, fanno con noi dei laboratori».

Avere a disposizione il teatro a Vibo Valentia cosa potrebbe dare in più alla scuola?

«Il teatro a Vibo Valentia sarebbe un punto di riferimento per chiunque. Avere una struttura che possa ospitare progetti da condividere con il pubblico offrirebbe un polo di attrazione, ed uno spazio più ampio garantirebbe una fruizione migliore dei nostri spettacoli».

Fughe Organizzate si appoggia da sempre al Sistema bibliotecario vibonese ed alla struttura di Palazzo Santa Chiara. Cosa si sente di dire sul momento che sta vivendo questo ente?

«Collaboriamo da anni con il Sistema. Mi auguro che torni di nuovo ad essere un riferimento culturale per tutta la città di Vibo. Negli anni questa istituzione ha permesso di fruire di un patrimonio di libri che non può andare disperso, ci sono stati tanti studenti che lo hanno utilizzato come luogo di riferimento. Mi auguro che le istituzioni facciano qualcosa, anche per Palazzo Santa Chiara in sé, che ha bisogno di interventi di manutenzione urgenti». 

Come nasce la sua passione per il teatro?

«Da bambino scrivevo recite e commedie per amici. Ho da sempre avuto questa propensione. Quando la scrittura è diventata strutturata mi sono iscritto alla Siae e ho tutelato le mie opere. La scuola è stata un ulteriore stimolo per cucire delle opere e dei ruoli addosso agli studenti. Di recente ho iniziato anche un’attività da scrittore, attraverso una raccolta di racconti dal titolo Resta in attesa, edita per Edizioni la Gru».

La scuola di teatro si è allargata di recente diventando anche una compagnia teatrale. Qual è lo scopo di questa operazione?

«Voglio portare avanti i miei progetti teatrali creando una compagnia di professionisti. Quando è nata la scuola non avrei mai immaginato di arrivare all’ottavo anno. Posso dire che è andata bene. Al momento la scuola è stabile e si continuerà a proporre per diverso tempo. La mia attività teatrale però non si vuole esaurire con la scuola. Il sogno della compagnia forse è ancora più complicato, ma l’ambizione c’è». 

Di cosa avrebbe bisogno la città di Vibo per migliorare la propria offerta culturale?

«La parola cultura mi spaventa, perché tanta gente si riempie la bocca in maniera impropria utilizzando questo termine. Fare cultura significa mettere in campo valori, letteratura, musica, recitazione, e farlo senza sacrificare la qualità, sposando idee e progetti. Vibo deve considerare i talenti che ha, farli incontrare, promuoverli, farli conoscere. Ci vogliono buona volontà ed anche risorse. Spesso manca anche fisicamente un luogo in cui creare dei ritrovi culturali. Servono spazi, non dico risorse, perché queste mancano cronicamente. La città spero possa recuperare il suo glorioso passato proiettandosi nel futuro».

Quale sarà il futuro della scuola di teatro?

«Esisterà finché avrà il suo senso. Ha studenti di tutte le età, e ci sono persone che hanno voglia di mettersi in discussione. Tanti tra loro non faranno mai gli attori e le attrici, ma si mettono in gioco con sé stessi. Le persone attraverso il teatro cercano di vincere le proprie paure e la timidezza. Finché riusciremo a imbandire una tavola ricca di tutte queste cose allora la scuola di teatro Fughe Organizzate continuerà a vivere».

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Tags: StorieTeatroVibo Valentia
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