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Home VISTI DAL COMUNE

Nuova Legge di Bilancio 2025 ed effetti sugli enti locali

Di Domenico Libero Scuglia
12 Febbraio 2025
In VISTI DAL COMUNE
Nuova Legge di Bilancio 2025 ed effetti sugli enti locali
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I contenuti in chiaroscuro della legge di bilancio 2025 impegnano, come accade ogni anno, gli Enti locali a valutare l’impatto nelle previsioni di spesa e nella programmazione per il triennio. L’abolizione del limite del 75% al turn over alle assunzioni negli Enti Locali è certamente una risposta positiva alle richieste di Anci e Upi, un segno di attenzione di Governo e Parlamento verso le esigenze manifestate e, auspicabilmente, contribuirà ad attenuare le persistenti criticità nella gestione e assunzione del personale, tenendo conto che i numeri sugli Enti locali in Italia, malgrado il rilevante onere organizzativo derivante dall’attuazione degli investimenti Pnrr, attestano la loro eterna emorragia di personale, con un ulteriore calo registrato lo scorso anno, rispetto al precedente, dello 0,77%.

Gli Enti locali, con l’emendamento approvato, possono procedere con la pianificazione dei fabbisogni triennali di personale applicando, anche per il 2025, le norme vigenti che impongono il rispetto di valori soglia, determinate per fasce di popolazione, da non superare nel rapporto della spesa del personale rispetto alle entrate correnti. Si tratta di un passo importante, anche se molto resta da fare per invertire la tendenza, soprattutto ampliando sostanzialmente gli spazi di autentica autonomia organizzativa degli Enti, con strumenti che consentano efficacemente la valorizzazione del personale, la ricerca delle migliori professionalità, l’attrattività del lavoro pubblico, soprattutto negli Enti territoriali.

Al contrario, oggi, le scelte sulla programmazione sono fortemente condizionate, in modo quadi esclusivo, da formule matematiche, calcoli e pochi strumenti a disposizione oltre la già più volte denunciata disparità di trattamento tra i vari comparti della Pubblica Amministrazione, con gli Enti locali molto più penalizzati.

Va segnalato, inoltre, il ripristino della mobilità volontaria come adempimento obbligatorio prima di attivare i concorsi pubblici e, quindi, tutte le amministrazioni, prima di bandire un concorso, sono obbligati a pubblicare avvisi di mobilità, con la conseguenza di dover impiegare alcuni mesi. Infatti, le amministrazioni devono pubblicare per un periodo pari almeno a trenta giorni, un bando finalizzato alla mobilità, in cui sono indicati i posti che intendono ricoprire attraverso il “passaggio diretto” di personale di altre amministrazioni, con indicazione dei requisiti da possedere.

Ai 30 giorni di pubblicazione debbono seguire, poi, ulteriori tempi necessari per l’esame dei curricula, e per i colloqui, e, quindi, in caso di esito negativo, procedere con il concorso.

Non trascurabile il fatto che, in caso di esito favorevole, si crea una carenza in organico nell’Ente cedente che a sua volta dovrà avviare le procedure. L’aspetto più problematico della legge di bilancio 2025 resta però la riduzione della possibilità di utilizzare la spesa corrente, una conseguenza del nuovo patto di stabilità. È un vincolo molto severo, che limita per sette anni l’incremento di spesa corrente e stabilisce un accantonamento obbligatorio.

Ciò inevitabilmente ridurrà la possibilità di fornire servizi o di ampliarli. Va ricordato che, quando si parla di spesa corrente, ci si riferisce a tutta la spesa non qualificabile come investimenti, quindi i servizi, il sociale, la manutenzione ordinaria di strade e scuole, le bollette, il personale, la cui gestione subisce altresì gli effetti dell’incremento dei prezzi di forniture, servizi, energia oltre agli adeguamenti contrattuali del personale gravanti interamente sui bilanci degli Enti senza alcun contributo statale.

Preoccupa inoltre la scelta di intervenire pesantemente sulle risorse pluriennali destinate agli investimenti. Finalmente, dal 2018, le manovre finanziarie avevano introdotto risorse pluriennali per investimenti, con un orizzonte temporale fino al 2034, consentendo un’adeguata programmazione degli interventi, con risorse certe, individuando le priorità.

Come sempre dovrebbe accadere. Purtroppo le scelte contenute nella legge di bilancio 2025 arretrano in modo preoccupante. Sebbene gli enti siano ancora impegnati nella realizzazione degli investimenti previsti dal Pnrr, da concludere entro il 2026, le preoccupazioni riguardano le annualità successive.

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